Patrizio Pelizzi: dall’Anticrimine di Roma alla scena artistica tra cinema, poesia e teatro

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A cura di Ilaria Solazzo

Un percorso artistico unico e ricco di sfumature quello di Patrizio Pelizzi, attore e poeta italiano nato a Roma nel 1974. Da una carriera inizialmente dedicata alla Polizia di Stato, dove ha prestato servizio nella Divisione Anticrimine della Questura di Roma, Pelizzi ha saputo reinventarsi con determinazione, trasformando la sua passione per l’arte in una professione a tutto tondo.
Dopo aver lasciato il corpo di polizia, ha deciso di intraprendere lo studio della recitazione presso lo Studio Duse International, sotto la guida esperta di Francesca De Sapio, e ha affinato il suo talento partecipando a numerosi workshop e stage con professionisti del settore. Una formazione intensa che gli ha permesso di costruire una carriera solida e versatile, capace di spaziare dal grande al piccolo schermo, dal cinema al teatro.

La filmografia di Pelizzi è ricca di titoli significativi che testimoniano la sua capacità di adattarsi a ruoli diversi. Tra le sue partecipazioni più note, spiccano produzioni televisive di successo come Distretto di Polizia, Un posto al sole, Incantesimo e Crimini bianchi. Sul grande schermo, ha preso parte a film quali Moana, Enrico Piaggio – Un sogno italiano, Un matrimonio, Il cuore grande delle ragazze, Un ragazzo d’oro, Dante e, più recentemente, L’Orto Americano.
Quest’ultimo, diretto dal maestro Pupi Avati, ha visto Pelizzi nel ruolo di un giudice in un film presentato in anteprima alla prestigiosa Biennale di Venezia e successivamente distribuito nelle sale italiane, consolidando la sua presenza nel panorama cinematografico nazionale.

Nel corso della sua carriera, Pelizzi ha collaborato con registi di spicco come Pupi Avati, Mariantonia Avati e Ruggero Deodato, oltre a lavorare accanto ad attori di fama internazionale quali Sharon Stone e Riccardo Scamarcio, esperienza che ha ulteriormente arricchito il suo bagaglio artistico.
Non solo attore, Patrizio Pelizzi è anche un autore e poeta sensibile. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo libro di poesie, L’essenza di un Sognatore (96 Rue de la Fontaine Edizioni), un’opera che affronta tematiche intime ed emozionali, raccontando la speranza e la riflessione personale attraverso versi intensi e appassionati. Il suo impegno letterario gli ha valso riconoscimenti importanti, come il Premio Letterario Milano International per la poesia con la lirica Volare nel 2022 e il Premio Internazionale Grandi Artisti Luigi Centra nello stesso anno.

Dal 2022, Pelizzi è membro attivo della “Nazionale Italiana Poeti”, un sodalizio culturale presieduto da Lino Gentile e Francesco Pasqual, che riunisce figure di rilievo nel panorama poetico italiano.
Attualmente, oltre a ultimare il nuovo film di Pupi Avati Nel tepore del ballo – atteso nelle sale per il prossimo Natale e con un cast d’eccezione composto da Massimo Ghini, Giuliana De Sio, Lina Sastri, Sebastiano Somma, Raoul Bova, Isabella Ferrari e altri – Pelizzi è impegnato nella scrittura di due sceneggiature, segno della sua continua voglia di sperimentare e contribuire al mondo dell’arte con nuove storie.

Patrizio Pelizzi rappresenta così una figura poliedrica, capace di coniugare esperienza, talento e passione in un percorso che lo rende un protagonista attivo e riconosciuto nel panorama culturale italiano contemporaneo.

Un incontro speciale con Patrizio Pelizzi: tra cinema, poesia e vita autentica

Che piacere averti qui con me, con noi, caro Patrizio. È sempre un onore poter parlare con una persona così autentica e appassionata come te. Spero che questa chiacchierata ci regali qualche prezioso spunto per conoscere meglio l’uomo e l’artista.
Grazie a te Ilaria, è un piacere condividere questo momento. Sono pronto a raccontare un po’ di me e delle mie passioni.

Partiamo dal principio: come hai deciso di lasciare la Polizia di Stato per dedicarti completamente alla recitazione?
Per me è stata una scelta di cuore. Ho sempre avuto una grande passione per l’arte, ma ho iniziato con una carriera nella Polizia perché sentivo un dovere verso la società. Tuttavia, con il tempo ho capito che il mio vero mondo era quello del teatro e del cinema, dell’arte a 360 gradi, così ho deciso di seguire quel richiamo.

Sei del segno del Capricorno con ascendente Pesci. In che modo questo influisce sulla tua personalità e sul tuo lavoro?
Credo che questa combinazione mi dia una doppia anima: la precisione e la disciplina tipiche del Capricorno, con la dolcezza e l’empatia dei Pesci. Nel lavoro è fondamentale l’ordine e la professionalità, ma senza perdere la sensibilità verso i personaggi che interpreto.

Hai parlato spesso, pubblicamente e sui social, di tua nonna come di una figura molto importante per te. Puoi raccontarci cosa ha significato nella tua vita?
Mia nonna è stata come una seconda mamma. In un momento della mia infanzia in cui i miei genitori si erano separati, lei è stata il mio punto fermo, colei che mi ha dato amore e stabilità. Ancora oggi la porto nel cuore in tutto quello che faccio.

Come vivi il tuo rapporto con tuo padre, soprattutto considerando che è oramai cieco?
Essendo figlio unico, mi prendo cura di lui con grande dedizione. È una responsabilità che porto con amore, anche se non è sempre facile. La separazione dei miei genitori quando ero piccolo mi ha insegnato ad essere molto autonomo, ma la famiglia, per me, è sempre al primo posto.

Patrizio Pelizzi con il Presidente dell’Accademia Tiberina, Dott.ssa Antonietta Micali.

Spesso hai detto di odiare le ingiustizie. Come influisce questo sentimento sulla tua vita quotidiana?
È qualcosa che sento profondamente. Vedere le stranezze e le ingiustizie della società mi fa soffrire, a volte più di quanto vorrei. Credo che sia importante non chiudere gli occhi, anche se a volte è pesante.

Hai viaggiato molto nella tua vita. Quali esperienze ti hanno segnato di più?
Viaggiare è una delle mie passioni più grandi. Ho visto posti incredibili, culture diverse che mi hanno arricchito sia come uomo che come artista. Ogni viaggio mi regala una nuova prospettiva, nuovi stimoli e ispirazioni.

In che modo la scrittura e la poesia fanno parte della tua vita?
Adoro scrivere perché mi fa sentire libero, è il momento in cui riesco davvero a esprimere me stesso senza filtri. La poesia, in particolare, è la mia voce più intima, un modo per esplorare emozioni e pensieri che spesso non riesco a dire a voce alta.

Sei una persona introspettiva. Che tipo di rapporti cerchi con le persone che ti stanno vicino?
Amo chi sa leggere l’anima, chi va oltre la superficie e riesce a cogliere le sfumature più nascoste. Sono legato a rapporti profondi, fatti di comprensione e sincerità.

Cosa sogni per il tuo futuro personale?
Sogno di incontrare la donna giusta con cui costruire una famiglia, condividere affetti e progetti di vita. Credo nel valore della famiglia e nell’amore autentico.

Hai menzionato più volte la tua fede. Quanto conta nella tua vita?
Credo in Dio e sono molto devoto a Padre Pio, che considero una guida spirituale fondamentale. La fede mi dà forza nei momenti difficili e un senso di pace interiore.

Il tuo lavoro ti porta spesso lontano, ma come riesci a mantenere un equilibrio tra vita privata e carriera?
Non è semplice, ma la disciplina e la passione mi aiutano a tenere tutto in equilibrio. La famiglia, la fede e la scrittura sono i miei punti di ancoraggio.

Cosa dobbiamo aspettarci da te nel prossimo futuro artistico?
Sto ultimando il nuovo film di Pupi Avati, Nel tepore del ballo, e scrivendo due nuove sceneggiature. Continuerò a coltivare anche la poesia e il teatro, perché per me l’arte è un viaggio senza fine.

Una chicca attuale?
È un periodo, per me, pieno di belle emozioni e novità. Sono grato all’Accademia Tiberina, lo scorso 27 giugno 2025 a Firenze nel bellissimo Palazzo Medici Riccardi, sono stato insignito del prestigioso Premio alla Cultura e alla Carriera Cinematografica… “Premio Letterario Internazionale “G.Belli – F.Lami 2° edizione”.
Ringrazio di cuore tutta la Giuria ed i Presidenti Dott. Franco Antonio Pinardi e la Dott.ssa Antonietta Micali (anche direttrice della Cattedra delle donne).

Grazie mille, Patrizio, per averci aperto il tuo mondo con tanta sincerità e calore. Ti auguro di cuore che tutti i tuoi sogni, personali e artistici, possano realizzarsi.
Ti ringrazio di cuore per questa bella conversazione. A presto, con nuove storie e nuovi progetti da condividere.

In un mondo in cui spesso l’autenticità sembra essere una rarità, Patrizio Pelizzi emerge come un faro di integrità e passione. La sua vita è un intreccio di scelte coraggiose e valori solidi, che lo rendono una figura rara nel panorama contemporaneo. Nato a Roma nel 1974, ha iniziato la sua carriera nella Polizia di Stato, dove ha servito nella Divisione Anticrimine della Questura di Roma. Tuttavia, il richiamo dell’arte è stato più forte, portandolo a intraprendere la strada della recitazione. Questa decisione non è stata solo una scelta professionale, ma un atto di fede nei propri sogni e nelle proprie inclinazioni più profonde.

Patrizio è un uomo che vive secondo principi solidi: la famiglia, la fede, la giustizia e l’amore. La sua devozione a Padre Pio e il rispetto per la memoria della nonna, che per lui è stata come una seconda madre, testimoniano una spiritualità radicata e una profonda gratitudine verso le figure che hanno segnato la sua vita. La sua attenzione verso il padre, ormai cieco, e il suo impegno nel prendersene cura da solo, riflettono un senso del dovere e dell’amore filiale che pochi riescono a incarnare con tanta dedizione.

La sua sensibilità verso le ingiustizie sociali e il suo rifiuto delle superficialità del mondo moderno lo rendono un uomo che non ha paura di esporsi, di soffrire per ciò che è giusto, ma anche di lottare per un cambiamento positivo. La sua capacità di viaggiare, di esplorare culture diverse, e di scrivere poesie che parlano di emozioni, speranza e riflessione personale, lo pongono come un intellettuale sensibile e attento ai mutamenti della società.

Come artista, Patrizio Pelizzi è un camaleonte, capace di trasformarsi e adattarsi a ruoli diversi con una naturalezza disarmante. Ha lavorato con registi di rilievo come Pupi Avati, Mariantonia Avati e Ruggero Deodato, e ha condiviso il set con attori di fama internazionale come Sharon Stone e Riccardo Scamarcio. La sua carriera cinematografica e televisiva è costellata di successi, tra cui “Distretto di Polizia”, “Un posto al sole”, “Incantesimo”, “Crimini bianchi”, “Moana”, “Enrico Piaggio – Un sogno italiano”, “Un matrimonio”, “Il cuore grande delle ragazze”, “Un ragazzo d’oro”, “Dante” e “L’Orto Americano”.

Nel 2020, ha pubblicato il suo primo libro poetico, L’essenza di un Sognatore, edito da 96 Rue de la Fontaine Edizioni. La sua poesia esplora temi di emozione, speranza e riflessione personale, offrendo uno spaccato dell’anima di un uomo che non ha paura di mettersi a nudo.

Attualmente, Patrizio è impegnato in nuovi progetti cinematografici e teatrali, tra cui la partecipazione al film Nel tepore del ballo del maestro Pupi Avati, previsto per l’uscita a Natale, e la scrittura di due nuove sceneggiature. La sua dedizione all’arte e la sua continua ricerca di nuove sfide lo rendono una figura di riferimento per chi crede nella bellezza della recitazione e nella forza delle parole.

In un’epoca in cui l’autenticità sembra essere una merce rara, Patrizio Pelizzi rappresenta un esempio luminoso di come sia possibile vivere con integrità, passione e dedizione, sia nella vita privata che nella carriera artistica. La sua storia è un invito a credere nei propri sogni, a lottare per ciò che è giusto e a non smettere mai di cercare la bellezza in ogni forma di espressione.