Pista ciclabile su via Tuscolana, i perchè di un fallimento

Articolo frutto di un'inchiesta sulla pista ciclabile di via Tuscolana di uno studente del liceo Edoardo Amaldi di Roma Capitale

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Liceo Amaldi Tor Bella Monaca

Spesso occupata da auto e furgoni di scarico, la pista ciclabile su via Tuscolana ha causato danni alle attività commerciali e ha incrementato notevolmente il traffico.

Sorta come un’idea originale, è giunta ad essere solo un ostacolo al lavoro e all’andamento automobilistico. Inoltre, si tratta di un’opera pubblica inefficiente, visto lo scarso numero di ciclisti che ne usufruisce… si potrebbe addirittura parlare di bicicletta fantasma. Sicuramente non è uno dei mezzi di trasporto più veloci, ne tantomeno uno dei più affidabili, vista la poca attenzione posta nel rendere sicure le strade. Buche, scarsi luoghi dedicati ai ciclisti e un eccesso di automobili che non rispettano le regole stradali hanno portato ad una lenta scomparsa di questo veicolo, che invece sarebbe una delle soluzioni per la recente problematica ambientale. Dalla nostra inchiesta svoltasi su Via Tuscolana è emerso che, sicuramente, per aumentare l’utilizzo della bicicletta, bisognerebbe rendere più sicure le strade, e dare il via alla costruzione di svariate piste ciclabili, ma solo “se si adattano alle norme urbane e non impediscono il normale andamento quotidiano”, come ci riferiscono i nostri intervistati. Infatti, circa l’85.6% delle persone è favorevole alla costruzione di luoghi dedicati ai ciclisti che rispettino gli anticipati standard, che dunque non interferiscano sul regolare spostamento automobilistico ne sulle attività commerciali che sorgono su tale strada. Nell’analizzare la pista ciclabile costruita su via Tuscolana, sono dispiaciuta nell’annunciare quanto ne è derivato. Purtroppo, Via Tuscolana non è la zona adatta per la costruzione di tale struttura urbana, e ne ho avuto conferma dalle molte persone , ma soprattutto dai negozianti. Tale pista “limita la possibilità di lavoro dei negozi, vista la riduzione di parcheggi che è stata necessaria per la sua costruzione” e ancora “aumenta inesorabilmente il traffico, data la riduzione delle corsie percorribili dalle automobili”. Infatti, solo il 29,4% degli intervistatin non lamenta tali problematiche. Tutti sono d’accordo su un fatto: si tratta di una pista ciclabile mal costruita, che non ha alcun collegamento con altre piste ciclabili e che non è affatto sicura per quei pochi che la utilizzano, confermatoci dal 60% degli intervistati. Infine l’utilizzo è del tutto sporadico, come ci riferisce  il 74% delle persone ascoltate. Dunque, “chi ne usufruisce, magari per evitare l’eccesso di traffico, rischia di mettere a repentaglio la propria stessa vita, a causa delle mancate prevenzioni prese al momento della costruzione”, come ci riferisce Anna, una lavoratrice preoccupata per tali condizioni. Sicuramente è un modo per fare attività fisica, come ritiene l’81,9% delle persone. Le rare volte che è utilizzata quindi è per questo scopo ludico-sportivo?  Varrà mai la pena, se si rischia di farsi del male?

G.Z.

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