“Carabinieri eseguono ordinanza per corruzione, concussione e turbata libertà procedimento scelta contraente Roma”. Le reazioni ai fatti.
Ha destato scalpore l’arresto della dirigente della Regione Lazo Flamina Tosini e dell’ammininistratore di Ngr Srl e Mad Srl Valter Lozza.
Iniziamo con la nota del Partito Comunista Lazio.
“RIFIUTI: LAZIO, ARRESTI DOMICILIARI PER FLAMINIA TOSINI E L’IMPRENDITORE DEI RIFIUTI VALTER LOZZA
Carabinieri eseguono ordinanza per corruzione, concussione e turbata libertà procedimento scelta contraente Roma.
Concussione, corruzione, e turbata libertà di procedimento di scelta del contraente sono le accuse mosse nei confronti di Flaminia Tosini, dirigente della Regione Lazio, nonché di Valter Lozza, amministratore delle società ‘Ngr Srl’ e ‘Mad Srl’, operanti nel settore dello smaltimento rifiuti. I Carabinieri del Comando Tutela Ambientale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di Tosini e Lozza: quest’ultimo ha ottenuto indebitamente l’autorizzazione, per la società ‘Ngr Srl’, per la trasformazione della discarica per i rifiuti inerti di Monte Carnevale, a nuovo sito di smaltimento dei rifiuti derivanti dal trattamento di Rsu della Capitale.
Va sottolineato che la Tosini, vicesindaco del PD di Vetralla, è stata scelta per la gestione dei rifiuti da Zingaretti come dirigente esterno, con la scandalosa assunzione di 38 dirigenti esterni che ha visto la condanna anche della Cassazione.
La Regione trasformata nello stipendificio del PD.
Le responsabilità di Zingaretti sono gravissime, perchè non ha neanche attuato la rotazione triennale dei dirigenti regionali, così come previsto dalla legge.
Alla denuncia dei comitati della Valle Galeria, si aggiunge la denuncia penale sempre nei confronti della Tosini da parte dei comitati di Albano per non aver rispettato le normative antimafia.
Per il Partito Comunista alla Regione Lazio è ora di cambiare, puntando verso una gestione interamente pubblica e sostenibile del ciclo dei rifiuti”. Lo rende noto il Partito Comunista Lazio.
L’associazione Salute Ambiente Albano – Cancelliera presenta un esposto all’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione): i dirigenti che hanno garantito al Gruppo Cerroni il riavvio della discarica di Albano in carica ai vertici dell’Ufficio Rifiuti Lazio per troppo tempo, in violazione del Piano Nazionale Anticorruzione.
Flaminia Tosini è stata in carica all’Ufficio Rifiuti Lazio per 6 anni e 8 mesi (dal 29 luglio 2014, giorno in cui è stata assunta a tempo pieno ma determinato per 3 anni, al 16 marzo 2021, giorno del suo arresto) nonostante il Piano redatto dall’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) preveda un periodo di permanenza per i dirigenti “inferiore ai 4 anni” e opportune rotazioni, specie nei settori particolarmente colpiti dai fenomeni corruttivi, quale è quello dei rifiuti. Per questo motivo, abbiamo chiesto alla stessa Autorità di aprire un’indagine specifica sull’ingegner Tosini, ma anche su altri dirigenti dell’Ufficio Rifiuti Lazio che, insieme a lei, hanno predisposto o comunque contro-firmato le autorizzazioni che consentono al monopolista del settore rifiuti di Roma e dintorni, Manlio Cerroni, il riavvio della discarica di Albano. Prima di tutto, l’architetta Manuela Manetti (assunta insieme alla Tosini il 26 ottobre 2015). Poi anche l’ingegner Maurizio Franzese e l’architetta Paola Giorgioli. Tutti costoro – è utile ricordarlo – hanno ‘dimenticato’ che sulla società Pontina Ambiente, proprietaria della discarica di Albano, pendeva un’interdittiva emessa dalla Prefettura di Roma divenuta definitiva con sentenza del Consiglio di Stato. Quando hanno predisposto il riavvio della discarica di Albano, questi dirigenti permanevano nel loro incarico da troppo tempo ed erano esposti più del dovuto, quindi, al rischio corruttivo.
Flaminia Tosini è stata assunta a tempo pieno ma determinato per 3 anni il 29 luglio 2014. Dopo appena 15 mesi, il 26 ottobre 2015 – sfruttando la legge sullo scioglimento delle ex province – è stata assunta a tempo pieno e indeterminato come dirigente in carico alla Giunta regionale, senza mansioni specifiche. Il 7 agosto 2017 poi nominata di nuovo dirigente dell’Ufficio Rifiuti. Il 3 novembre 2017 nominata direttore dell’Ufficio Rifiuti. Ma i documenti che ha scritto e firmato -come ad esempio l’avvio del riesame della vecchia autorizzazione della discarica di Albano, che porta le date del 2 febbraio e ancora 20 aprile 2015 – mostrano che era lei l’unica e vera ‘dominus’ del settore da troppo tempo. Come se non bastasse, dal 4 giugno 2018 al 16 marzo 2021 ha ricevuto 86 (ottantasei) nomine ‘ad personam’ che l’hanno incoronata ‘padrona’ incontrastata di tutti i progetti dei nuovi impianti dei rifiuti previsti nel Lazio.
L’Ufficio Prevenzione della Corruzione della Regione Lazio, guidato da Maria Chiara Coletti, ha da dire qualcosa in proposito?




















