Ruinart: l’eleganza dello champagne più famoso al mondo incontra l’arte contemporanea

Quando si parla di champagne, si apre un universo in cui a essere protagonista è l'eleganza viscerale, quel lusso che, nonostante i secoli che passano, continua a mantenere la sua potenza iconica. Ci sono Maison che più di altre sono in grado di incarnare questa magia: un nome che spicca a tal proposito è indubbiamente quello di Ruinart.

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Ruinart: l’eleganza dello champagne più famoso al mondo incontra l’arte contemporanea

Quando si parla di champagne, si apre un universo in cui a essere protagonista è l’eleganza viscerale, quel lusso che, nonostante i secoli che passano, continua a mantenere la sua potenza iconica. Ci sono Maison che più di altre sono in grado di incarnare questa magia: un nome che spicca a tal proposito è indubbiamente quello di Ruinart.

Con una storia iniziata ufficialmente nel 1729, lo champagne Ruinart mantiene un posizionamento di assoluta eccellenza e, non a caso, è fra i best seller su e-commerce verticali come Tannico, tra i punti di riferimento online per chi ama bere bene e portale i cui dati forniscono una fotografia sincera delle tendenze enologiche in Italia.

Per avere un quadro completo dell’epopea di queste bollicine straordinarie dobbiamo fare un salto ancora più indietro nel tempo: siamo fra il XVII e il XVIII secolo quando il monaco benedettino Dom Thierry Ruinart, vissuto fra il 1657 e il 1709, sentì parlare di un vino, ai tempi non ancora denominato “champagne”, popolarissimo nelle sale dell’aristocrazia parigina.

Si trattava del cosiddetto vin de bulles (in italiano “vino con le bollicine”) a cui sarebbe stata donata fama mondiale, proprio nel 1729, dal commerciante di stoffe Nicolas Ruinart, nipote del religioso, che ebbe l’idea geniale di regalarne alcune bottiglie ai suoi clienti.

Sono passati secoli da allora e oggi l’eccellenza di questo vino unico al mondo è raccontata anche attraverso il multiforme linguaggio dell’arte contemporanea. Il magico scenario delle colline di Reims e di Champagne, dove la Maison ha sede, è stato reso ancora più speciale dalla presenza del Padiglione Nicolas Ruinart.

Inaugurato nel 2024, è frutto del talento del trio di architetti composto da Sou Fujimoto, Gwenael Nicolas e Cristophe Gautrand, che hanno unito le loro visioni di progettisti di edifici e paesaggi per dare vita a un percorso che lascia a bocca aperta, tra alberi e interni dove la pulizia formale e il focus su materiali naturali come la pietra invitano a lasciarsi incantare.

Il nucleo principale della Maison si svela dietro a un’immensa vetrata di fronte alla corte d’onore: questo particolare è uno dei tanti segni concreti dell’amore per la luce e la trasparenza che caratterizza l’approccio di Fujimoto, fra i nomi più visionari dell’architettura mondiale.

L’omaggio al vino più raffinato in assoluto si può evincere da dettagli come il tetto a forma di arco del padiglione, che richiama la forma rotonda della bolla di champagne, e la fluidità della facciata esterna.

Meritano di essere scoperti pure gli ambienti interni dove, tra installazioni artistiche in vetro e arredi in legno, viene rievocato il ciclo della vite.

Si può scoprire tutto in un percorso che il visitatore può vivere liberamente, muovendosi tra pareti in vetro e lasciandosi stupire da scelte concettuali come il pozzo che si trova all’ingresso, una citazione delle tradizionali cantine vinicole sotterranee.