Silvia Romano bentornata tra noi

Il Prof. Luca Andreassi dedica la sua Zona Mista a Silvia Romano, cooperante liberqata dopo quasi due anni di prigionia in Africa

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Silvia Romano

La mia Zona Mista di oggi è dedicata a Silvia Romano, la giovane cooperante milanese rapita più di un anno e mezzo fa da un commando di uomini armati in Kenya mentre stava seguendo un progetto di sostegno all’infanzia.

Silvia è libera e sarà in Italia domani. Troverai un mondo diverso da quello che hai lasciato. Non potremo abbracciarci, le nuove regole non lo consentono, ma siamo davvero felici. Per te e con te. Silvia, è impossibile spiegarti in poche parole quello che è successo. Posso dirti come ci sentiamo ora.

Immagina una partita di calcio. Siamo verso la fine. Fallo in zona d’attacco. Sulla destra. Il numero 10 colloca con cura maniacale la palla sul punto di battuta. L’arbitro fa osservare la distanza.

Il 10 fa 5 passi indietro. Guarda la palla. Si sente il fischio, alza la testa, parte con la rincorsa e crossa in area. Nel groviglio di maglie, braccia, gambe si vede spiccare in alto un uomo. Ha il 21 sulla maglia. Colpisce di testa. Il volo plastico del portiere è inutile. La palla si insacca. Lo stadio esplode. Tutta la panchina entra in campo a festeggiare il gol.

Ma l’arbitro è lì. Fermo. Impassibile. Non indica il centrocampo per la ripresa del gioco. Sta parlando con la sala VAR. Sospetto fallo del numero 21. Lo va a vedere. La corsa dell’arbitro verso il monitor a bordo campo è infinita. L’urlo di liberazione dei tifosi si strozza in gola. La paura soffoca le emozioni.

Stiamo così. Al giorno sei dal ritorno della gente in strada, avremmo una gran voglia di urlare che è finita. Di urlare la nostra voglia di liberazione. Ma questo urlo è soffocato dalla paura di un ritorno del contagio. Abbiamo speranza. Ma nessuna certezza.

L’arbitro, il signor Giuseppe Conte da Volturara Appula non è un decisionista. È uno che va a guardare il VAR anche dieci volte a partita. Demandando ad altri la decisione. Ai tecnici del VAR. Anche stavolta è andato. Lui ha fatto rispettare la distanza. Solo quello. Ma in area che succede? Il fallo di mano c’è? Il contagio sta risalendo? Lo sapremo tra qualche giorno. Nel frattempo, siamo tra color che son sospesi in attesa di giudizio.

Una previsione? Mah, io sono della Lazio. E il rapporto col VAR è stato sempre piuttosto tormentato. Certo, nell’ultima partita della Lazio, l’ultima partita che ho visto allo stadio, che chissà per quanto tempo sarà l’ultima, due gol vennero assegnati in prima battuta al Bologna. Ed entrambi successivamente annullati dalla visione del VAR.

Non lo so. Fosse ancora tra noi, Vuja Boskov, leggendo il post, con sorriso sornione direbbe

“Gol è quando arbitro fischia”

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