Società Benefit: cosa significa davvero nel mondo della moda, due anni dopo

Cosa significa essere una Società Benefit nella moda? Festa Foresta lo racconta due anni dopo, con dati, impegni e un nuovo report d'impatto in uscita.

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Nel marzo 2024, il brand Festa Foresta ha depositato la modifica del proprio statuto e è diventata ufficialmente una Società Benefit. Una dicitura che in Italia ancora molti tendono a confondere con una certificazione di facciata, con una strategia di marketing, con uno di quei termini che suonano bene nelle presentazioni ai buyer. Eppure questa forma giuridica è qualcosa di molto più preciso e impegnativo: un vincolo legale che obbliga l’impresa a perseguire, accanto al profitto, uno o più benefici comuni per la società e per l’ambiente, e a rendicontarlo ogni anno in modo trasparente e verificabile.

A distanza di due anni da quel passaggio, e con un nuovo report d’impatto in fase di pubblicazione, è il momento giusto per capire cosa ha significato concretamente quella scelta per un brand di beachwear e underwear Made in Italy, e cosa racconta di come sta cambiando il modo di fare impresa nel fashion.

Cos’è una Società Benefit e perché è diversa da una semplice certificazione

La Società Benefit è una forma giuridica introdotta in Italia con la legge 208/2015, ispirata alla benefit corporation statunitense. A differenza di una certificazione volontaria come la B Corp, che valuta le performance di sostenibilità tramite un punteggio esterno, la Società Benefit modifica direttamente lo statuto sociale dell’impresa: l’obiettivo del bene comune diventa parte integrante della mission aziendale, con rilevanza legale.

Ogni anno le Società Benefit sono tenute a redigere una Relazione di Impatto che documenta le azioni intraprese in favore di lavoratori, comunità, ambiente e stakeholder, con indicatori misurabili e verificabili. Non basta dichiarare di essere sostenibili: bisogna dimostrarlo, anno dopo anno, con dati pubblici. Nel settore moda, dove il greenwashing è ancora diffuso e difficile da smascherare, questo livello di trasparenza rappresenta qualcosa di raro.

Perché Festa Foresta ha scelto di diventare Società Benefit

Per Festa Foresta il passaggio a Società Benefit non è stato una svolta improvvisa, ma il riconoscimento formale di una pratica già consolidata. Il brand era nato nel 2020 con l’obiettivo esplicito di costruire un modello produttivo responsabile: filiera artigianale italiana, materiali eco-compatibili, packaging senza plastica, produzione senza eccedenze.

La fondatrice Laura Zura Puntaroni ha sempre messo al centro della comunicazione i valori prima del prodotto: la filosofia body positive, il rifiuto degli standard estetici imposti dalla moda degli anni Novanta, il desiderio di raccontare corpi reali senza filtri. La Società Benefit ha dato a tutto questo una struttura giuridica, un obbligo di rendicontazione e una responsabilità pubblica. Dice: non stiamo solo dichiarando di voler fare bene. Siamo tenuti a farlo per statuto, e ogni anno dobbiamo renderne conto.

Cosa cambia nella pratica: materiali, produzione e filiera

Essere una Società Benefit non cambia il prodotto visibile, ma modifica il modo in cui vengono prese le decisioni che stanno dietro al prodotto. Per Festa Foresta significa continuare a scegliere ECONYL per i costumi, micromodal certificato OEKO-TEX per l’intimo Softer Than, cotone biologico per l’easywear, Q-NOVA per le calze — ma significa anche documentare queste scelte, quantificarle, renderle confrontabili nel tempo.

La produzione rimane affidata a piccoli laboratori familiari tra Marche e Lombardia, con logistica gestita direttamente dal brand, vendita esclusivamente tramite e-commerce e showroom a Milano, e una politica ferma di produzione senza scorte eccessive. Ogni capo esiste perché c’è una ragione per produrlo, non per riempire uno scaffale.

Il report d’impatto: la rendicontazione come atto di fiducia

La Relazione di Impatto è il cuore operativo della Società Benefit. Non è un documento promozionale: è una rendicontazione strutturata che include obiettivi, risultati raggiunti, aree di miglioramento e indicatori quantitativi. Il nuovo report di Festa Foresta è attualmente in fase di finalizzazione, e rappresenta il secondo capitolo di un percorso che il brand ha scelto di rendere pubblico e verificabile.

Per chi legge questi report non come esercizi di stile ma come strumenti di analisi, il valore sta nei dettagli: quanti laboratori coinvolti, quante persone nella filiera, qual è la percentuale di materiali certificati sul totale. Sono domande concrete, le cui risposte richiedono un lavoro interno serio che va ben oltre la scrittura di un comunicato stampa. In un mercato che chiede sempre più prove e sempre meno promesse, la scelta di vincolare la sostenibilità allo statuto vale la pena di essere guardata da vicino.