Sospensioni lavoratori Pam Panorama, i sindacati: “interpretazione strumentale della norma per allontanare soggetti fragili. Chiediamo incontro alla Regione Lazio”

Le rappresentanti delle sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, e Uiltucs sono intervenute nel programma Gli Inascoltabili in onda su Radio Roma Sound per spiegare cosa sta accadendo a molti lavoratori dei supermercati Pam Panorama sospesi dal lavoro senza stipendio.

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Le rappresentanti delle sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, e Uiltucs sono intervenute nel programma Gli Inascoltabili in onda su Radio Roma Sound per spiegare cosa sta accadendo a molti lavoratori dei supermercati Pam Panorama sospesi dal lavoro senza stipendio. Di seguito le loro parole

Alessandra Aglitti (Fisascat Cisl Roma): “Oggi rappresentiamo una situazione che ci sta preoccupando tantissimo quella dei lavoratori della Pam Panorama che da qualche mese sono sospesi perché hanno ‘limitazioni fisiche’. E’ stato modificato il documento di valutazione dei rischi e purtroppo alcuni lavoratori che prima erano idonei a svolgere la loro funzione sono stati mandati a casa senza retribuzione. Dopo aver lavorato per tanti anni per la grande distribuzione non sanno più qual è il loro futuro. Tutto questo sta assumendo la forma di licenziamenti mascherati perché i dipendenti saranno costretti a dimettersi. Abbiamo proclamato 16 ore di sciopero che i vari punti vendita stanno utilizzando per supportare i colleghi sospesi, perché queste limitazioni le ha il mio collega ma domani potrei esserci io al suo posto. Poi con i mercati che stanno perdendo il personale abilitato aumentano i carichi di lavoro per chi rimane. Pam Panorama va avanti con una condotta contraria a quello che dovrebbe fare un datore di lavoro. L’interlocuzione non è mai stata semplice, avevamo già chiesto un incontro a dicembre per avere spiegazioni tecniche, non si è presentato il responsabile del servizio di protezione e prevenzione ma l’azienda che non ci ha dato assolutamente risposte. Ad oggi abbiamo un altro incontro programmato con fatica ma l’azienda continua a fare visite e quindi ci saranno altre sospensioni. Ad oggi questo incontro ci serve per capire in che modo loro interpretano la determina della regione Lazio, ma vogliamo soprattutto spiegazioni in merito alla sospensione senza retribuzione. Non discutiamo la modifica del documento di valutazione dei rischi se rendi il luogo di lavoro più sicuro, discutiamo la strumentalizzazione di una modifica che dovrebbe tutelare i lavoratori e l’utilizzo della legge 81/08”.

Maristella Bochicchio (UILTUCS): “La modifica del documento di valutazione dei rischi va a impattare in maniera determinante su un bacino di lavoratori notevole, la maggior parte ha un’anzianità di servizio importante perché parliamo di lavoratori over 50 con problematiche che possono trovare facile risoluzione. La cosa che ci preoccupa è che l’azienda dichiara di non avere la possibilità di ricollocare questi lavoratori. Quello che sembra emergere è che l’obiettivo sia allontanare dal circuito produttivo le persone fragili, perché c’è proprio un accanimento contro chi ha delle limitazioni.  Questa modifica è stata effettuata attribuendo la responsabilità ad una determina della regione Lazio che tutto dice tranne quello che loro sostengono: Pam Panorama sceglie di disattendere la norma, di applicarla al contrario e di sospendere i lavoratori. In questa determina non c’è scritto che la soluzione è sospendere i lavoratori, ma di passare attraverso modifiche organizzative e strutturali. Questo è un problema enorme, un cambio di impostazione che dice che le persone non contano più, c’è una deriva della società rappresentata in maniera perfetta ovvero quella di superare le persone, di eliminarle per fare fatturato”.

Anna De Marco (Filcams CGIL Roma Lazio): “Ci sono state sospensioni già nei Panorama di Ariccia e Boccea, ma ce ne aspettiamo altre anche per Panorama Tiburtina e per altri punti che ancora non hanno svolto le visite mediche. Abbiamo coinvolto l’ispettorato che ha dato disposizione alla Asl di fare controlli perché vogliamo capire nella sostanza cosa hanno modificato. Tutti coloro che hanno contestato la decisione sono stati reintegrati quindi c’è un elemento oggettivo per dire che c’è stata una forzatura estrema. La ratio della norma va verificata, è normale che andando avanti con l’età qualche problemino posso averlo e quindi appena ho un problema l’azienda si limita a sospendere?

Panorama ha iniziato a trasferire i soggetti fragili dall’altra parte di Roma con orari spezzati per spingerli ad allontanarsi dall’azienda e molti di loro hanno scelto di andarsene prendendo una buona uscita bassa. Non si è tenuto conto nemmeno della legge 104.

La norma prevede di mettere in atto dei correttivi ed è ben spiegato: fare modifiche organizzative e strutturali che consentano lo svolgimento dell’attività. Panorama non solo non ci ha mai provato ma l’ha fatta da sola senza coinvolgere nessuno, in totale autonomia, senza convocare i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza che erano in ferie a Luglio. Riteniamo che ci sia una strumentalizzazione della legge 81/08 con un intento diverso. Chiediamo alla regione Lazio di incontrare noi e pam panorama perché la regione viene additata come la responsabile di questa determina che però non è altro che un vademecum sulla valutazione del rischio. Tutti i lavoratori che andranno visita in futuro non comunicheranno i loro problemi perché tra il rischio di avere un dolore alla schiena e il non poter comprare cibo a mia figlia io faccio finta di niente”