Trattamento atrofia vaginale Brca in menopausa, ecco la convenzione aBRCAdabra

Accordo tra l' associazione e i centri medici associati a Vela Academy distribuiti su tutto il territorio nazionale

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Convenzione aBRCAdabra
Convenzione aBRCAdabra

ROMA – “Sono in aumento le giovani donne che, anche prima dei 40 anni, si trovano a vivere una menopausa precoce per gli esiti delle terapie oncologiche o per la chirurgia preventiva indicata nella riduzione del rischio di cancro ovarico per le portatrici di mutazione genetica BRCA 1 e 2.

Si tratta di donne che spesso non possono ricorrere a terapia ormonale sostitutiva e che tra le conseguenze della menopausa soffrono di secchezza vaginale con difficoltà e cambiamenti nella vita intima e sessuale”. Così in una nota stampa l’associazione aBRCAdabra, nata per portatori di mutazione dei geni BRCA, che ha deciso di devolvere il 5×1000, per un totale di 30mila euro, per aiutare concretamente quante vivono questa condizione ad avere un specifico trattamento, non previsto dal sistema sanitario nazionale. Si tratta del Laser Erbium Smooth™ (Fotona) che può alleviare questo effetto indesiderato e riportarle alla vita di prima.

“Dopo la menopausa e in particolare dopo le menopause indotte da terapie mediche o chirurgiche- ha spiegato Marco Gambacciani, ginecologo referente scientifico del progetto e presidente della Società italiana Menopausa– si ha un effetto sulla vagina con la riduzione delle secrezioni e la lubrificazione durante i rapporti che comporta dolore, ma anche la comparsa di infezioni genitali e urinarie con cistiti ricorrenti. La terapia richiede estrogeni che in molte donne è però controindicata per cui è necessario usare quelle alternative come il Laser Erbium Fotona non ablativo.

Un ciclo consta di 3 applicazioni a distanza di 1 mese con la possibilità di ripeterlo e la durata è di circa un anno. Durante l’applicazione non si sente dolore, ma si avverte una sensazione di calore”. La convenzione con i centri medici associati a Vela Academy distribuiti su tutto il territorio nazionale (https://www.velacademy.com/centri-accreditati/) che utilizzano questa tecnologia può permettere alle donne di tutta Italia di accedere a questo trattamento dal costo complessivo di 900 euro e saranno sostenute nei costi economici necessari.

La prima seduta- spiega il comunicato- viene offerta dallo studio medico convenzionato, la seconda di 300 euro è a carico della donna associata e la terza viene pagata da aBRCAdabra con un risparmio quindi di 600 euro per ogni donna che ricorrerà al trattamento. Potranno beneficiare della convenzione le prime 100 che si prenoteranno scrivendo a benessere@abrcadabra.it a partire da oggi, mentre tutte le altre avranno uno sconto del 30%.

“La scelta di devolvere il 5X1000 a questo progetto è anche un modo per dare un riscontro concreto alle donne e famiglie che supportano l’associazione e rispondere a un bisogno di salute che è inascoltato”. Così la presidente di aBRCAdabra Ornella Campanella ha spiegato la scelta dell’associazione – che conta ormai più di 10mila follower e un gruppo chiuso di soli portatori su Fb di 2.400 persone – di essere al fianco delle donne sottolineando come “le pazienti soprattutto, ma anche le portatrici sane di mutazione che scelgono la chirurgia della riduzione del rischio, facciano fatica a far emergere questo bisogno. Negli studi degli specialisti ci si concentra sulla cura e prevenzione della patologia oncologica. Oggi c’è una consapevolezza nuova e crescente, siamo orgogliose di dare voce a questo bisogno siglando questa convenzione con centri che si muovono in questo senso”. Ha ribadito la presidente: “Non è un trattamento estetico, non è un capriccio, a causa della temuta secchezza vaginale indotta da menopausa chirurgica molte giovani donne rimandano la chirurgia preventiva (rimozione tube e ovaie). È importante per noi poter andare incontro a queste donne e mitigare gli effetti della menopausa chirurgica”.

L’associazione continuerà a lavorare a livello nazionale con l’obiettivo di “inserire il trattamento nei LEA- ha detto ancora Campanella- ma anche a livello territoriale dove ci sono iniquità anche nelle stesse regioni che hanno riconosciuto l’esenzione D99 ai mutati ma che spesso non coprono le stesse prestazioni, la D99 non comprende ad esempio il gonfiaggio degli espansori, la mappatura nevi, le prestazioni diagnostiche hanno periodicità diverse tra le regioni, questi trattamenti non sono previsti. Urge un cambio di paradigma: il benessere sessuale è un bisogno di salute che influenza moltissimo la qualità della vita delle donne e della coppia”. 

Fonte: «Agenzia DiRE – www.dire.it»