Zeppieri e Zuccalà “La Regione chiarisca il parere positivo sull’Inceneritore che ignora le criticità idriche dei Colli Albani”

"La Consigliera Alessandra Zeppieri e il Consigliere Adriano Zuccalà hanno presentato oggi in Consiglio regionale del Lazio un’interrogazione a risposta immediata (question time) per chiedere chiarezza sul parere favorevole rilasciato con la terza e ultima determina pubblicata in poco meno di un mese sull’ impatto del progetto del cosiddetto “Parco delle Risorse Circolari”, l’inceneritore di Roma Capitale previsto a Santa Palomba sul bacino idrografico dei Castelli".

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Inceneritore
Impianto di incenerimento dei rifiuti urbani

“La Consigliera Alessandra Zeppieri e il Consigliere Adriano Zuccalà hanno presentato oggi in Consiglio regionale del Lazio un’interrogazione a risposta immediata (question time) per chiedere chiarezza sul parere favorevole rilasciato con la terza e ultima determina pubblicata in poco meno di un mese sull’ impatto del progetto del cosiddetto “Parco delle Risorse Circolari”, l’inceneritore di Roma Capitale previsto a Santa Palomba sul bacino idrografico dei Castelli.

«La Regione si smentisce da sola – dichiarano Zeppieri e Zuccalà –: prima riconosce un’incompatibilità con la normativa di tutela idrica, poi la ignora pur citandola come riferimento formale. È un comportamento che solleva dubbi sulla coerenza amministrativa e sulla reale attenzione alla sostenibilità ambientale del progetto.»

La DGR 445/2009, infatti, vieta nuove captazioni, in attesa del censimento e dell’avvio del Catasto regionale delle utilizzazioni delle acque pubbliche in quanto riconosce la grave compromissione del bacino idrico dei Colli Albani e per impedire l’aggravamento della crisi idrica e idrogeologica dell’area. Sfugge dunque la ratio con la quale si dà parere favorevole ad un impianto di tali proporzioni in un territorio così fragile e così compromesso come ammesso dalla stessa regione, appunto, dal 2009.

«L’impianto di Santa Palomba – concludono – non è solo una questione ambientale, ma un banco di prova per la credibilità e la trasparenza della Regione Lazio. Servono chiarezza, coerenza e una visione realmente sostenibile, non decisioni contraddittorie che rischiano di compromettere un territorio già fragile.»