​ZTL Appia Antica, Aurigemma e Talli: «Provvedimento tra burocrazia e disagi. Mancano servizi, parcheggi e navette. Si rischia la paralisi»

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Roma – In merito all’avvio della fase di sperimentazione dei varchi elettronici e della ZTL nei fine settimana, e più in generale rispetto a tutto il progetto relativo al grab e alla Pedonalizzazione in Appia Antica, tratto del Mausoleo di Cecilia Metella e del Castrum Caetani, esprimiamo le seguenti considerazioni poiché ci sembrano misure calate dall’alto macchinose, che si presteranno a innumerevoli interpretazioni applicative, prive di una reale pianificazione strategica.

​«Pur condividendo il principio cardine della tutela e della valorizzazione di un patrimonio inestimabile dell’UNESCO come il Parco dell’Appia Antica, e la sicurezza stradale che per anni abbiamo chiesto con i cittadini della zona senza successo, non possiamo esimerci dal denunciare l’assoluta mancanza di coinvolgimento e partecipazione della cittadinanza, dei residenti, dei consorzi e dei titolari delle attività produttive, commerciali e ristorative e della Basilica nonché Parrocchia e Catacombe di San Sebastiano f.l.m, che vivono ed animano quotidianamente quest’area» dichiarano il Presidente del consiglio Regionale del Lazio Antonello Aurigemma e la Consigliera del Municipio VIII Eleonora Talli.

​«La fase di pre-esercizio di un mese è stato un atto dovuto che abbiamo fortemente sollecitato noi stessi nel corso di interlocuzioni avviate mesi fa con Roma Servizi per la Mobilità e la cittadinanza. In quell’occasione, a fronte delle legittime domande poste dai cittadini e dagli operatori economici su come avrebbe funzionato la gestione delle targhe, il tempo di percorrenza e dei permessi per chi possiede più veicoli, la tecnostruttura non è stata in grado di fornire risposte esaurienti, dimostrando che persino i dettagli applicativi base non erano stati previsti né definiti.»

​Al centro delle criticità sollevate vi è la concomitante presenza dei cantieri per la realizzazione del GRAB (Grande Raccordo Anulare delle Bici), i cui interventi stanno gravemente compromettendo la viabilità dell’Appia Antica.

​Sede stradale dimezzata: la carreggiata, originariamente idonea al doppio senso di marcia, risulta di fatto ridotta ad una sola corsia effettiva a causa della pista ciclabile del GRAB. Tale restringimento elimina gli spazi di manovra e crea un ‘senso unico di fatto’ privo delle minime condizioni di sicurezza.

​Rischio blocco dei mezzi di soccorso: la congestione veicolare che si viene a creare lungo la strada impedisce il transito fluido di ambulanze e pattuglie della Polizia Locale, oltre dei mezzi Atac, che rischiano di rimanere bloccati nel traffico senza alcuna possibilità di sbocco o via di fuga.

​Assenza di infrastrutture e mobilità alternativa: limitare il transito nei weekend senza aver preventivamente attivato parcheggi di scambio, navette dedicate, e senza aver potenziato le corse degli autobus né ripristinato le fermate ATAC soppresse, o sistemato quelle pericolose su strada, significa condannare il quadrante al caos. Un altro problema riguarda il progetto di Pedonalizzazione dell’Appia Antica: tratto del Mausoleo di Cecilia Metella e del Castrum Caetani, dove i residenti sono obbligati ad utilizzare la strada in unico senso e non possono nemmeno ricevere ospiti in quanto quest’ultimi sarebbero obbligati ad uscire entro la mezzanotte.

​Impatto sui luoghi di culto ed eventi: emblematico è il caso della Basilica nonché Parrocchia e del complesso delle Catacombe di San Sebastiano f.l.m, prive di parcheggi adeguati come per alcuni ristoranti e attività commerciali. In occasione di matrimoni, cerimonie o funzioni religiose nei fine settimana, la contrazione della carreggiata e i varchi generano una paralisi totale della circolazione.

​«Ritenere, come sostiene l’amministrazione capitolina, che chi percorre l’Appia Antica la utilizzi unicamente come ‘scorciatoia’ significa non conoscere la realtà del territorio», proseguono Aurigemma e Talli. «Quella strada è percorsa quotidianamente da lavoratori e famiglie che si spostano tra vari municipi e che non dispongono di reali vie alternative.»

​«Se questo provvedimento dovesse venire esteso anche ai giorni feriali, si verificherebbe un disastro viario per l’intero quadrante meridionale della Capitale. Poiché non esiste ad oggi una valida alternativa. Tutto il traffico di attraversamento proveniente da Quarto Miglio, Statuario, Capannelle, Morena, Tor Fiscale e dal Primo Municipio si riverserebbe inevitabilmente sulla Via Cristoforo Colombo e sulla Via Ardeatina/Tor Carbone, arterie già fortemente congestionate specialmente negli orari di punta, facendo collassare snodi quali Piazza dei Navigatori e Largo Benedetto Bompiani e altre vie limitrofe ai varchi»

​«Chiediamo pertanto con forza che questo mese di sperimentazione venga utilizzato per fare un passo indietro e aprire un tavolo di confronto vero: si sospenda ogni ulteriore restrizione fino a quando non saranno garantiti parcheggi di scambio, una rete di trasporto pubblico efficiente con navette dedicate, il ripristino della sicurezza della carreggiata, decoro della Via Appia Antica e delle vie limitrofe, sistemazione delle caditoie e la piena tutela delle attività economiche, sociali e religiose del territorio», concludono Antonello Aurigemma e Eleonora Talli.