Arrivano le elezioni e Borelli si ricorda di Villa Doria

Movimento Cinque Stelle stampella del centrosinistra. Il Sindaco cerca copertura politica ad una operazione di pura sopravvivenza

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La festa dell’ANPI a Villa Doria deve aver provocato un brivido nella schiena del Sindaco Borelli. Tornato agli impeti ideologici giovanili, tra pugni chiusi e “pastasciutte antifasciste” infatti, il Primo Cittadino di Albano sembrerebbe aver ritrovato l’animus pugnandi perso da quando indossa la fascia tricolore, che lo aveva scolorito, dal rosso vivo al grigio pallido di una consiliatura fino ad oggi caratterizzata dalle polemiche interne al centrosinistra, da una pressochè totale assenza di programmazione amministrativa e dalla crescente disaffezione dei cittadini.

Ecco quindi che appena calato il sipario sulla manifestazione “partigiana” arriva il grande annuncio: “Insieme a tutti gli assessori, abbiamo votato all’unanimità una delibera di indirizzo per un avviso pubblico attraverso il quale vorremmo condividere con i cittadini, con le attività commerciali, le imprese e le associazioni, un progetto di rinascita e valorizzazione del parco. Uno strumento per tornare a riviverlo e a cogestirlo con tutta la comunità. Nei prossimi giorni renderemo noti i dettagli”.

Dopo circa 15 anni in cui Villa Doria è stata dimenticata dal centrosinistra, a pochi mesi dalle elezioni, lo storico parco del centro cittadino torna magicamente tra le priorità di Sindaco e Pd. Meglio tardi che mai diranno gli ottimisti, ma per quelli un filo più maliziosi c’è da chiedersi il perché di un proclama dalle tempistiche che hanno più il sapore della propaganda.

In primo luogo verrebbe da chiedere a Sindaco e maggioranza il perché in questi anni siano stati sistematicamente bocciati in Consiglio Comunale tutti gli interventi e le proposte tese al miglioramento delle pubbliche manutenzioni, sia per quanto riguarda il verde pubblico che la viabilità. In particolare le opposizioni avevano proposto i “Punti Verde Ristoro”: chioschi in concessione dove l’obbligo di manutenzione e sorveglianza andasse di pari passo con la qualità architettonica e con la possibilità di creare lavoro. Nonché l’istituzione di un fondo per il decoro, alimentato dagli oneri di urbanizzazione e dalle sponsorizzazioni controllate dei privati, sistemi di video-sorveglianza notturna per arginare il vandalismo, ed un cronoprogramma pubblico degli interventi. Proposte di buon senso, che il centrosinistra ha inopinatamente e pervicacemente sempre respinto, senza apparenti motivazioni sostanziali, accompagnando il no con vaghe promesse e buoni propositi mai divenuti realtà.

Perché allora oggi dal Sindaco arriva il “contrordine compagni” che smentisce una linea tenuta per quattro anni? Si può ipotizzare che le motivazioni di una simile reminiscenza, più che nella sostenibilità ambientale, risiedano nei numeri di una maggioranza ridotta ai minimi termini in Consiglio Comunale. Dal voto decisivo di Luca Nardi infatti, è evidente come l’autosufficenza sbandierata dai vertici “dem” sia naufragata, così come sciolta è la coalizione vincitrice nel 2020, a beneficio di un ben più pragmatico compromesso di galleggiamento con le parti più malleabili delle minoranze, unica via per portare a termine la consiliatura.

Il Movimento Cinque Stelle è lo strumento più adatto allo scopo, e allora da Palazzo Savelli ci si prodiga nell’attività convegnistica e negli annunci social, nel tentativo di dare copertura politica ad una operazione di pura sopravvivenza, malamente celata dietro la teatralità di un annuncio che sollecita i nostalgici della sinistra radicale e le anime della prima ora grillina. Legare la valorizzazione del verde pubblico alla festa delll’ANPI infatti non è affatto un caso, ma la volontà del Sindaco di ridisegnare il suo perimetro politico dentro uno schema di sinistra sinistra. Certo vedere uno dei simboli di Albano usato come merce di scambio politico rappresenterebbe il punto più basso di questa consiliatura.

L’annuncio dell’avviso pubblico, e soprattutto l’assenza di un progetto complessivo per tutte le ville ed i parchi presenti anche nelle frazioni, che pure vivono il medesimo abbandono, impone a tutti di vigilare sulla trasparenza di ogni procedimento, ammesso ci si arrivi e tutto non finisca nel solito chiacchiericcio a favor di fotografi.