Arte, passione e suggestioni in note: i concerti di fine anno scolastico delle classi di clarinetto e pianoforte dell’I.C. Frascati 1

Un sincero plauso a tutti questi meravigliosi ragazzi, ma ancor più alle docenti Sanzio e Pavlovskaja, capaci di dare corpo, con la loro passione e il loro lavoro, alla splendida definizione che della musica diede Guy de Maupassant: “la più poetica e precisa delle arti, vaga come un sogno ed esatta come l’algebra.”

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Cos’è a rendere un’espressione artistica davvero degna di essere chiamata tale? Quali sono i requisiti imprescindibili che un evento deve possedere affinché ne venga unanimemente riconosciuta la finalità artistica e culturale?

Chi scrive ritiene che poco influisca l’età o l’esperienza dei performer, i titoli da vantare nel curriculum , la notorietà. E’ arte ciò che il pubblico riconosce come tale in virtù dell’emozione che prova; è arte tutto ciò in cui è ravvisabile la chiara intenzione di plasmare la materia informe e policroma dell’umano sentire in fogge tali da renderla un messaggio efficace, comprensibile e condivisibile, nonché sorprendentemente…bello. E’ arte tutto ciò che traduce in colori, forme, note, versi il mare magnum dei sentimenti attraverso un attento labor limae, il cui scopo è quello di posizionarlo su binari la cui destinazione non può che essere l’umanità tutta.

Due importanti momenti che compendiano perfettamente questo pensiero, la città di Frascati li deve, ancora una volta, alle esibizioni di fine anno degli allievi di clarinetto e pianoforte dell’indirizzo musicale dell’I.C. Frascati 1. Il 22 maggio e il 5 giugno, infatti, gli studenti hanno regalato a una platea entusiasta di docenti, genitori e amici, nella cornice delle Scuderie Aldobrandini, due concerti straordinari, confermando l’altissimo livello della formazione ricevuta nell’istituto tuscolano.

Il saggio del 22 maggio è stato scandito dalle esibizioni da solisti degli alunni di tutti e tre gli anni della Scuola Secondaria, sottolineando quanto anche i più piccoli, in pochi mesi, siano diventati capaci di padroneggiare con sicurezza e manifesta passione lo strumento intrapreso. Strumento che, come evidenziato dalla professoressa di pianoforte Marianna Pavlovskaja nel corso della presentazione, qualunque esso sia, rappresenta un’autentica sfida per ragazzi così giovani, poiché richiede loro una perfetta coordinazione tra mente e corpo, nonché dedizione e impegno costanti per poter affrontare efficacemente tanto lo studio individuale quanto le lezioni e prove che gli allievi devono frequentare a scuola in aggiunta a quelle delle altre materie curricolari del mattino.

Il concerto del 5 giugno, invece, ha riunito gli allievi attuali e gli ex alunni in un’incredibile formazione orchestrale che ha saputo dar vita a un’esibizione di altissimo livello, un viaggio musicale che, tra la solennità del Va’ Pensiero di Verdi, l’energia dell’ Intermezzo della Cavalleria Rusticana di Mascagni, le suggestioni bucoliche de La Moldava di Smetana, i tintinnii onirici di Grammophone di E.Doga e l’incalzare travolgente della Danza Ungherese n.5 di Brahms, ha rapito il pubblico trasportandolo in una dimensione senza tempo, in un limbo di infinita bellezza in cui l’emozione era tangibile tanto quanto lo stupore ammirato di fronte alle competenze da autentici professionisti di musicisti ancora adolescenti.

Due eventi la cui realizzazione, come sottolineato dalla professoressa Italia Sanzio, docente di clarinetto, ha richiesto uno sforzo enorme non solo da parte delle insegnanti, ma anche degli studenti stessi, che non hanno lesinato impegno ed energie, desiderosi di dimostrare quanto la musica sia diventata linfa, motore  e brezza vivificante delle loro giovani esistenze. In una chiacchierata al termine del concerto, la professoressa Sanzio ci ha invitati a riflettere su quanto la scelta di dedicarsi alla musica renda questi giovani una tenera e delicata speranza da custodire e alimentare con amore paziente.

In un mondo in cui gli adolescenti sembrano ormai affascinati unicamente dalla fruizione passiva di contenuti multimediali assai spesso sterili e poco edificanti su smartphone e altri dispositivi elettronici che ne anestetizzano emozioni e senso critico, sapere che esistono ancora anime che sin dai loro “anni verdi” riconoscono e abbracciano la bellezza autentica è una vera iniezione di fiducia nei confronti di un futuro che sempre più raramente riusciamo a vagheggiare come roseo.

Non sono mancati i momenti di commozione, soprattutto quando la professoressa Pavlovskaja, unitasi quest’anno al corpo docente dell’I.C. Frascati 1, ha voluto dar voce al proprio entusiasmo per la stupenda esperienza professionale e umana avuta insieme a questi giovani pianisti.

A comporre l’orchestra i clarinettisti Giulia Furchì, Adele Raparelli, Mattia Rossini, Ludovica Furchì, Chiara L’Abbate, Camilla Oggiano, Virginia Romano e le ex alunne Anna Emilia Cori e Caterina Rocca, insieme ai pianisti Riccardo Laurelli, Alessandro Trinca, Maria Chiara Gatta e Aurora Tondi, con gli ultimi tre che hanno dato prova di autentico talento da polistrumentisti occupandosi anche delle percussioni.

Un sincero plauso a tutti questi meravigliosi ragazzi, ma ancor più alle docenti Sanzio e Pavlovskaja, capaci di dare corpo, con la loro passione e il loro lavoro, alla splendida definizione che della musica diede Guy de Maupassant: “la più poetica e precisa delle arti, vaga come un sogno ed esatta come l’algebra.”

di Romina Russo