Borelli nomina un altro assessore e il Rendiconto passa sul filo di lana

A Stefano Iadecola vanno le deleghe tolte a Sementilli e Santilli salva il centrosinistra

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Palazzo Savelli

Il Consiglio Comunale di Albano Laziale ha vissuto uno dei passaggi più critici della consiliatura in occasione dell’approvazione del Rendiconto di gestione 2024. Un momento che ha messo a nudo le fragilità della maggioranza e che ha visto l’opposizione alzare la voce e rivendicare con forza il proprio ruolo.

Delle spaccature interne al centrosinistra vi abbiamo diffusamente parlato nelle scorse settimane, fornendo un quadro chiaro, che si è rivelato corrispondente alla realtà delle cose in ogni suo aspetto.

Mercoledì 30 aprile la prima convocazione della seduta è andata praticamente deserta, con la presenza in aula del solo Presidente del Consiglio Marini e del Consigliere Alteri. La seduta è stata quindi rinviata a lunedì 5 maggio.

Se tuttavia la scelta della minoranza di non partecipare era politicamente scontata, perché in tal modo potessero emergere plasticamente le fratture interne al centrosinistra, ben più clamoroso risultava essere il perdurare dello stallo politico e amministrativo tra Partito Democratico e alleati, che di tutta evidenza, nonostante le continue consultazioni tra i maggiorenti “dem” ed i singoli esponenti di maggioranza delle scorse settimane, non aveva ancora trovato la quadra per ricomporre il puzzle andato in pezzi da mesi.

All’ordine del giorno però c’era il Rendiconto di Gestione 2024, uno dei provvedimenti più qualificanti dell’azione amministrativa, la cui non approvazione avrebbe determinato in poche settimane il commissariamento dell’ente.

Per questo i giorni intercorsi tra il 30 aprile ed il 5 maggio sono stati caratterizzati da contatti febbrili in seno alla coalizione uscita vincitrice dalle urne del settembre 2020.

A sciogliere il nodo numerico, che ha permesso l’approvazione del Rendiconto sul filo di lana è stata la nomina di Stefano Iadecola come nuovo assessore ai rifiuti, manutenzioni, viabilità e ville storiche, annunciata in apertura di seduta dal Sindaco Borelli. Questa scelta ha determinato il voto favorevole del Consigliere Matteo Santilli, uno dei dissidenti che per primo aveva annunciato l’appoggio esterno, unitamente alla lista di Umberto Gambucci e dell’Assessore Anderlucci “Patto Civico”.

A tal proposito su queste pagine fummo facili profeti nel definire la mossa un “quasi appoggio esterno”.

Altro atteggiamento è stato tenuto invece dalle consigliere Laura Faccia e Simonetta Lucci, le quali, annunciando settimane fa l’uscita dal gruppo consiliare di Viviamo Albano, decretandone così lo scioglimento e facendo detonare ufficialmente la crisi, si riservavano di decidere di votare senza vincolo di maggioranza ogni provvedimento che di li in avanti la giunta avrebbe portato in Consiglio. Una presa di posizione con cui mostravano di volersi sottrarre ad una logica basata sul più classico ricorso al “Manuale Cencelli”. Una posizione che va dato atto hanno saputo tenere ferma fino alla fine, e che immaginiamo abbia esposto le due esponenti civiche alla prima consiliatura, a pressioni piuttosto forti, a cui tanti navigati colleghi maschi difficilmente avrebbero saputo resistere.

Se tuttavia sul piano numerico il Rendiconto è stato salvato in extremis, sul piano politico la seduta ha lasciato più di un segno. Le opposizioni non hanno perso l’occasione per puntare il dito contro la maggioranza. Non sono mancati interventi durissimi, in primo luogo da parte del Capogruppo FdI Massimo Ferrarini e dal Coordinatore cittadino del partito di Giorgia Meloni Roberto Cuccioletta, seguiti da Giovambattista Cascella per Forza Italia e da Marco Moresco in rappresentanza di Insieme per Pavona. Tutti hanno incalzato la giunta e denunciato pubblicamente il “caos politico” e l'”inadeguatezza” dimostrata in aula.

A difendere l’operato dell’amministrazione si è registrato il solo intervento di Alessio Colini, Capogruppo del Partito Democratico, che ha provato a gettare acqua sul fuoco e a ribadire la bontà dell’azione di governo.

Alla fine il voto ha certificato ancora una volta la profonda instabilità politica che attraversa la maggioranza, uscita fortemente indebolita, sia numericamente, con due consiglieri in meno, ma soprattutto politicamente, poiché tutte le questioni aperte sul piano politico ed amministrativo, restano irrisolte, a partire dalla natura della coalizione che ha perso uno dei soggetti fondatori, proprio quello che aveva impresso più di altri il segno dell’innovazione, prima di tutto nei programmi, rimasti largamente disattesi dopo quasi cinque anni.

La nomina di Iadecola, non certo un volto nuovo al “palazzo”, può aver soddisfatto la richiesta di spazi per qualcuno che si sentiva stretto, ma non crediamo possa mai significare nulla che non sia già stato visto dai cittadini in termini di risoluzioni ai problemi che da tempo si incancreniscono, a causa dell’inerzia e dell’imperizia della classe dirigente del centrosinistra di Albano, che ora dovrà affrontare ogni passaggio ed ogni voto in aula con il fiato corto dei numeri risicati, in un contesto dove i rapporti di fiducia interni restano ai minimi termini, e gli appetiti sono tutt’altro che sopiti.

Ora che le tattiche hanno esaurito il loro corso, anche per l’opposizione si tratterà di voltare pagina, dedicandosi con ancor più attenzione alla costruzione di una seria proposta politica, a partire proprio da dove il centrosinistra ha fallito, cioè dalle idee e dalla capacità di programmare l’azione amministrativa. Il tempo ed il vento dei consensi è ancora tutto dalla parte del centrodestra.