Chiusure scolastiche i perchè di una scelta sbagliata

Luigi Dell'Orso: "serve un piano che i riguardi le future generazioni, è inutile arrabbattarsi nell’economia del presente come in un vicolo cieco: la scuola è l’economia del domani. Forniamo un sogno ai nostri ragazzi altrimenti diventa mera sopravvivenza, diamogli un cammino in cui realizzarsi, per cambiare, per adattarsi così da non morire mai".

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Scuola Cancelliera

“Se i bambini dovranno affrontare un altro anno di chiusure scolastiche, gli effetti si sentiranno per generazioni a venire” – Dichiarazione della direttrice generale dell’Unicef, Henrietta Fore, 12 gennaio 2021.

La chiusura delle scuole è stata sempre una scelta molto dibattuta e altrettanto divisiva. Se da un lato è infatti apparso abbastanza chiaro da subito che le infezioni da Covid colpiscono generalmente meno e con forme tendenzialmente leggere i più piccoli, dall’altra non si è ancora capito del tutto la rilevanza della popolazione scolastica sulla diffusione del virus. Ancora poco, poi, si sa dell’impatto delle varianti su queste fasce di età. Nel mentre si sono moltiplicati i pareri degli esperti che mettono sulla bilancia i rischi dell’aumento dei contagi dovuti alle riaperture e gli effetti economico-sociali, sul benessere e la salute mentale delle generazioni più giovani.

La pandemia dura da un anno e i bambini e i ragazzi sono stati e restano l’ultimo argomento. Ma qui non parlo solo di scuola e istruzione ma anche del loro diritto a essere quello che sono: non adulti, non autonomi. Con necessità specifiche: crescere sani nell’anima e nel corpo con relazioni, luce e spazi adeguati. Il rischio forte è che quando diventeranno adulti, avranno un vuoto di esperienze e affettività, che diventerà un problema sociale collettivo.

Oggi si decide l’ipoteca sul futuro del nostro Paese. E ad oggi stiamo regredendo, stiamo lavorando senza preoccuparci a coloro a cui lasceremo il testimone, senza costruire nulla di alternativo in un ambiente più salubre. Dopo un anno di inverno educativo, facciamo rinascere una primavera, un piano che i riguardi le future generazioni, è inutile arrabbattarsi nell’economia del presente come in un vicolo cieco: la scuola è l’economia del domani. Forniamo un sogno ai nostri ragazzi altrimenti diventa mera sopravvivenza, diamogli un cammino in cui realizzarsi, per cambiare, per adattarsi così da non morire mai.

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