Negli ultimi anni, i laghi di Castel Gandolfo e Nemi, gioielli paesaggistici e ambientali dei Castelli Romani, stanno vivendo una crisi senza precedenti. Il progressivo abbassamento dei livelli idrici, che minaccia la stabilità di questi ecosistemi, ha attirato l’attenzione delle istituzioni e della comunità locale, sollevando preoccupazioni sulla sostenibilità ambientale e sulla tenuta economica dell’area.
Recentemente, ACEA S.p.A., società controllata al 51% dal Comune di Roma, ha avviato un intervento di “manutenzione straordinaria elettromeccanica e civile” sulla condotta idrica che collega il lago Albano di Castel Gandolfo agli undici comuni dei Castelli Romani, con un investimento di oltre 2,3 milioni di euro. Tuttavia, l’entità di questa operazione ha sollevato interrogativi: si teme che possa rappresentare un ampliamento della capacità di prelievo dal bacino vulcanico, con conseguenze potenzialmente devastanti sull’equilibrio idrogeologico dell’area, già fortemente compromesso.
A farsi carico delle criticità è il Sen. Marco Silvestroni, che ha presentato una interrogazione al Governo, tramite i ministri competenti dell’ambiente delle infrastrutture.
Secondo i dati ufficiali dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, a partire da settembre 2023 si registra un calo progressivo e preoccupante dei livelli dei laghi di Albano e Nemi. In particolare, il lago di Albano ha perso complessivamente 76 centimetri in meno di due anni, con una diminuzione di 23 centimetri nel solo periodo maggio-luglio 2025. Le stime tecniche indicano che, se questa tendenza dovesse continuare, il livello potrebbe scendere di oltre un metro nel prossimo biennio, con il rischio di un collasso irreversibile del bacino e di danni ambientali e sociali di vasta portata.
Per fronteggiare questa emergenza, è stato istituito un tavolo tecnico interistituzionale composto da Regione Lazio, Città metropolitana di Roma, ACEA ATO 2, l’Ente Parco dei Castelli Romani, ANBI e i Comuni di Nemi, Albano Laziale, Castel Gandolfo e Genzano. Questo organismo ha definito un piano di interventi prioritari volto a ridurre i prelievi dall’acquifero dei Colli Albani, recuperare circa 5 milioni di metri cubi di acqua all’anno e migliorare le condizioni idrogeologiche dei laghi, in alternativa all’interruzione della fornitura o alla turnazione idrica per i cittadini.
L’abbassamento dei livelli lacustri non rappresenta solo un problema ambientale, ma anche un rischio per la salute pubblica e l’economia locale. La diminuzione dei volumi d’acqua favorisce la proliferazione di batteri, alghe tossiche e insetti vettori, con possibili effetti nocivi sulla salute. Inoltre, la perdita di biodiversità e il deterioramento delle condizioni chimico-fisiche delle acque minacciano l’equilibrio degli ecosistemi lacustri e ripariali. Dal punto di vista socioeconomico, la piena fruibilità dei laghi costituisce un pilastro dell’economia dei Castelli Romani; il loro impoverimento potrebbe portare a una perdita anche di significativi livelli occupazionali.
Per questo il Senatore di Fratelli d’Italia, espressione del territorio, chiede: “
“Se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto e dei dati idrometrici ufficiali diffusi dall’Autorità di bacino che indicano un abbassamento significativo e progressivo del livello delle acque del lago di Albano e lago di Nemi; quali iniziative urgenti intendano assumere per garantire l’immediata attuazione del piano di interventi strutturali predisposto dal tavolo tecnico interistituzionale, con particolare attenzione al ripristino dei livelli idrici, alla ricarica della falda e alla protezione degli habitat naturali; come intendano impegnarsi nella cabina di regia per la crisi idrica, anche in sinergia con gli altri Ministeri competenti, al fine di garantire adeguate risorse e superare eventuali blocchi procedurali o gestionali degli interventi preventivati e, in termini igienico-sanitari e idropotabili, risolvere l’abbassamento della falda freatica e la riduzione del livello dei laghi; se intendano promuovere, in raccordo con gli enti locali competenti, un piano straordinario di manutenzione e ottimizzazione del sistema di captazione e restituzione delle acque, complementare a quello di ACEA, con particolare attenzione alla tutela degli acquiferi sotterranei, allocando risorse specifiche per il recupero idrologico dei laghi di Albano e di Nemi, nell’ambito della programmazione nazionale o comunitaria”.



















