Scrivere la storia non significa soltanto accumulare documenti. Talvolta, come ricorda Angelo Panebianco, è necessario attraversare anche il territorio delle intuizioni e dei sospetti. È proprio in questa zona grigia che si colloca la vicenda di Frascati, una città centrale eppure marginalizzata nel racconto nazionale della Seconda guerra mondiale.
Tra il 1941 e il 1944 Frascati non fu un semplice luogo di acquartieramento, ma il cuore operativo del Comando Supremo tedesco per il Mediterraneo (OB Süd) guidato dal feldmaresciallo Albert Kesselring. Una presenza imposta dal governo italiano e dal Comando Supremo, che trasformò la cittadina tuscolana in un obiettivo militare strategico e, al tempo stesso, in una comunità costretta a convivere per anni con le truppe del Reich.
Eppure, questa centralità non ha mai trovato un’adeguata attenzione fuori dai confini locali. Né i governi della Repubblica, né una parte significativa della storiografia nazionale hanno realmente affrontato il ruolo cruciale di Frascati nei giorni decisivi dell’armistizio e della caduta dello Stato monarchico.
L’ombra di “Frascati fascista”
Una delle questioni più controverse riguarda il mancato conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Civile alla città, richiesta dopo la devastazione del bombardamento dell’8 settembre 1943 e declassata ad argento. Secondo una convinzione emersa nel tempo – e confermata, in modo sconcertante, da un ex prefetto – la motivazione sarebbe stata una presunta “vicinanza al fascismo” della popolazione frascatana.
Un’ipotesi grave, mai suffragata da prove solide. Le ricerche archivistiche mostrano, al contrario, un quadro simile a quello di molte altre città italiane: adesioni formali al regime, qualche episodio di propaganda, ma nessun elemento che giustifichi una discriminazione collettiva. L’unico episodio citato come “prova” riguarda una festa del Dopolavoro fascista nel Natale del 1941, con la presenza di Kesselring: un gesto di ospitalità che appare oggi più come una necessità di convivenza forzata che come un atto di complicità ideologica.
Attribuire alla popolazione una colpa morale retroattiva significa, di fatto, declassare anche i morti, i feriti, gli orfani e le vedove di Frascati. Una scelta che solleva interrogativi profondi sul metro di giudizio adottato dalle commissioni prefettizie e sulla natura, forse più politica che storica, di quella decisione.
La mappa dei piloti e il bersaglio mancato
Un altro elemento chiave emerge dall’analisi della mappa in dotazione ai piloti americani impegnati nell’operazione “Peggy Jane”. Su quella fotografia aerea, destinata a guidare il bombardamento dell’8 settembre, compaiono ville, alberghi e strutture segnate con cerchi bianchi. Tuttavia, mancano edifici di importanza strategica cruciale, come Villa Fumasoni, nodo centrale delle comunicazioni radio del comando tedesco.
Il dettaglio non è secondario. Il rettangolo che delimitava l’area principale da colpire comprendeva soprattutto la zona abitata, non i centri di trasmissione più vitali. Questo solleva una domanda inquietante: perché alcune infrastrutture essenziali non furono indicate come obiettivi prioritari? Fu un errore, una scelta deliberata, o il risultato di informazioni incomplete fornite agli Alleati?
Il fatto che stazioni fondamentali come Monte Cavo e Ponte Linari restarono operative fino alla ritirata tedesca rafforza il sospetto che il bombardamento di Frascati avesse una funzione che andava oltre il puro obiettivo militare.
Plinius e l’ultimo segnale per Badoglio
Frascati fu anche un crocevia di intelligence. Qui operava il nucleo “Plinius”, struttura di collegamento del Servizio Informazioni Militari italiano presso il comando di Kesselring. Da Frascati passavano notizie, rapporti, segnali che arrivavano direttamente ai vertici dello Stato Maggiore italiano e al generale Giuseppe Castellano, protagonista delle trattative segrete con gli Alleati.
Documenti e testimonianze convergono su un punto cruciale: il bombardamento dell’8 settembre non fu solo un’azione bellica, ma anche un segnale convenuto. Un ultimo, drammatico avviso al governo italiano che quello era il “giorno X”, quello in cui l’armistizio doveva essere annunciato senza esitazioni.
Il colonnello Luigi Marchesi, presente a Cassibile e poi a Roma, lo dichiarò chiaramente alla commissione d’inchiesta sulla mancata difesa della Capitale: Frascati era parte integrante del linguaggio segreto dell’armistizio. Un segnale che, per paura, confusione o calcolo politico, non venne compreso o non si volle comprendere.
Una città nel vuoto della memoria
Il risultato fu tragico. Mentre il re e lo Stato Maggiore fuggivano, Frascati veniva distrutta. Non come conseguenza di una scelta propria, ma come prezzo pagato per decisioni prese altrove. Eppure, nel dopoguerra, alla città non è stato riconosciuto pienamente il ruolo sacrificale che ebbe.
La storia, però, non è partigiana. È tempo narrato. E oggi, alla luce di nuovi documenti, mappe, testimonianze e analisi, la vicenda di Frascati chiede di essere ricollocata nella sua giusta dimensione: non come città “colpevole”, ma come città usata, esposta e colpita.
Riaprire il dossier sulla Medaglia d’Oro non è una battaglia simbolica sul colore di un metallo. È una questione di dignità collettiva e di memoria morale. Perché una comunità perde se stessa quando accetta che il silenzio diventi verità.
La memoria, come ultimo tribunale, attende ancora una sentenza. E Frascati, da troppo tempo, aspetta di essere finalmente ascoltata.
Il Prof. Roberto Eroli ha dedicato una vita di studi e approfondimenti storici, producendo libri, documenti e materiali, con cui supportare la richiesta di Medaglia d’Oro al Valor Civile per la città, il cui mancato riconoscimento è una ferita aperta per l’intera comunità frascatana.
Lo stesso Eroli, insieme ad altri, ha rilanciato ieri in un partecipato convegno, il comitato cittadino per l’ottenimento dell’onoreficenza. Una battaglia che intende ridare a Frascati la sua storia di città martire della guerra, rinsaldando un sentimento comune che unisce le generazioni di frascatani.




















