Giuseppe Trieste ed il nuovo approccio sull’accessibilità

Presidente di FIABA Onlus, Giuseppe Trieste ci parla di come abbattere le barriere architettoniche e culturali progettando città e spazi accessibili per tutti

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Giuseppe Trieste - Presidente Fiaba Onlus

L’accessibilità in tutte le sue sfaccettature, in primo luogo quella rivolta ai disabili, ma non solo. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Trieste, fondatore e Presidente di FIABA Onlus, associazione che si occupa principalmente di questo: fornire supporto alle istituzioni e sensibilizzare la società sul tema dell’accessibilità.

La partecipazione a tre Paralimpiadi: 1972, ’76 e ’80, la nascita di ANTAI nei primi anni ’80 e la fondazione di FIABA Onlus nel 2000, fanno di Giuseppe Trieste un precursore della materia che, con la sua vasta esperienza, pone all’attenzione odierna un approccio innovativo, anche rispetto al mondo che si occupa di disabilità.

Componente del Gruppo Lavoro UNI/CT 033/ GL 32 “Accessibilità e fruibilità dell’ambiente costruito”, membro dell’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica del Ministero dell’Istruzione e dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità: Trieste ci sorprende sostenendo che: “Occorre un diverso approccio culturale che superi l’attuale visione che divide la società tra disabili e normo-dotati. Un concetto superato che non favorisce l’inclusione ne la risoluzione dei problemi che ogni disabile ha nella vita quotidiana, così come, per questo motivo, è inutile un Ministero per i disabili”.

E quale concetto dovrebbe sostituire questo?

“Il concetto di accessibilità: in quanto non ci sono disabili e non disabili, ma persone diverse che hanno bisogni diversi, con caratteristiche diverse, che devono poter usufruire dell’ambiente che li circonda in modo libero ed egualmente fruibile. Pensiamo ad un condominio: l’ascensore al posto delle scale non favorisce solo l’inquilino disabile, ma anche l’anziano, la donna in gravidanza, chi è in sovrappeso oppure ha problemi respiratori, tutte caratteristiche soggettive non catalogabili come disabilità. Una città acessibile non si deve rivolgere solo ai disabili, ma è un diritto di tutti. Poter camminare con un passeggino per neonati richiede le stesse caratteristiche morfologiche del territorio utili ad una persona in carrozzella, eppure le giovani madri non sono disabili. E’ lambiente che impedisce di muoversi liberamente, non le caratteristiche delle persone, è questo il paradigma da applicare, che capovolge l’attuale punto di vista prevalente”.

Come si può arrivare al risultato che lei prospetta, sia in termini culturali che pratici?

“Fiaba Onlus è nata per questo, per abbattere le barriere architettoniche quanto quelle culturali. Per questo promuoviamo la progettazione di ambienti e spazi totalmente accessibili, secondo i moderni principi dell’Universal Design. Per questo lavoriamo con le istituzioni, a tutti i livelli, affinchè si operi secondo il principio di qualità percepita degli spazi da parte dei cittadini, proponendo agli enti, pubblici le Cabine di Regia per la Total Quality”.

Di cosa si tratta?

“Di strumenti di controllo che analizzano secondo il principio di accessibilità ogni provvedimento dell’amministrazione pubblica e dell’ente locale, non sulla base della discriminante tra disabili e normo-dotati, ma secondo i principi generali di acessibilità, fruibilità e qualità degli spazi per tutti”.

Esistono esperienze in cui questi concetti sono già messi in pratica?

“L’Aeroporto Internazionale Leonardo Da Vinci di Fiumicino è stato premiato come uno scalo di eccellenza internazionale proprio in merito ai servizi offerti alle persone, ed alla qualità degli spazi, applicando i principi da noi promossi, ed introducendo il concetto di persone a ridotta mobilità”.