Le Scuderie del Quirinale spalancano le porte all’Inferno di Jean Claire

Inferno di Jean Claire: un successo che prosegue anche con il sold out degli incontri dedicati alle Scuderie del Quirinale

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Le Scuderie del Quirinale spalancano le porte all’Inferno di Jean Claire. Un successo che prosegue anche con il sold out degli incontri dedicati

da Tiziana Mercurio

La mostra “Inferno” alle Scuderie del Quirinale è dannatamente bella.

Un’esposizione tanto potente quanto ambiziosa e spettacolare, che, attraverso la fortuna iconografica di quello che, oggi, i millennials chiamerebbero “Il Sottosopra”, conduce lo spettatore in territori inattesi. Perché la tematica del Male è, è stata e continua a essere esplorata dalle arti e dalla filosofia, senza dirsi mai esausta.

Fino al 9 gennaio 2022, sono oltre duecento le opere che, mentre celebrano Dante, in occasione del settimo centenario della morte, investigano pure l’universo dei dannati e i suoi paesaggi, per offrire una nuova interpretazione all’immaginario visuale del fiorentino che, nel suo capolavoro, ne elaborò una mappa ricca di simboli poi entrati nell’immaginario collettivo mondiale.

Ideata e curata dall’Accademico di Francia, Jean Clair (coadiuvato da Laura Bossi), “Inferno”, inaugurata il 13 ottobre dal Presidente Mattarella, è la prima, grande rassegna d’arte dedicata a questo tema, che, concentrandosi sulla cantica più rappresentata della Divina Commedia – la Prima -, si propone di offrire all’umanità un percorso di liberazione verso la salvezza. Dal Medioevo ai giorni nostri (attraverso prestiti da grandi musei, raccolte pubbliche e prestigiose collezioni private italiane e europee), il percorso espositivo affronta temi e soggetti secondo una cronologia trasversale: l’origine dell’Inferno come regno di Lucifero, il Giudizio e la condanna, la topografia del cono infernale, la natura multiforme del Diavolo e le tentazioni, sino alla traslitterazione terrena dell’Inferno nella guerra, la reclusione, la follia.

La visione di Dante sul mondo ultraterreno, qui, fornisce lo spunto per interrogarci sull’evoluzione storica del concetto del Male e della sua condanna nell’Aldilà: “Inferno” racconta la persistenza della raffigurazione del mondo dei dannati, anche se, in conclusione, non si lesinerà sul “riveder le stelle”. L’ultima sezione, infatti, è dedicata all’impulso umano di sollevare lo sguardo verso l’alto, verso Dio…

Questa rassegna, perciò, è anche un cammino simbolico, che, dalla “selva oscura” dell’ingresso (e attraverso la scala a chiocciola) porta in sù, verso la redenzione. E lo fa attraverso un’impressionante sequenza di capolavori (frutto di un grande sforzo intellettuale e produttivo) che vanno dalla copia in gesso della monumentale “Porta dell’Inferno di Auguste Rodin (modello di fusione in scala 1:1, alto 7 metri) all’inizio del percorso (vertice delle riflessioni artistiche di tutti i tempi sul poema di Dante) al “Giudizio Finale” di Beato Angelico, da “Le tentazioni di Sant’Antonio” di Brueghel, fino al teatrino napoletano con i pupi, da Piranesi, a Delacroix, da Dix a Balla (peccato solo per la “Voragine infernale” di Botticelli, eccezionalmente in prestito dalla Biblioteca Apostolica Vaticana solo per le prime due settimane).

Il “mistero” del Male, espresso nei cupi avvertimenti di sofferenza eterna, esercita ove terrore, ove pietà, ove curiosità (o tutte e tre insieme…) e viene esplorato, di sala in sala, come luogo di penitenza, metafora della condizione umana, mostrando la sua sinistra bellezza e creando un emozionante viaggio visivo che, pur trattato in maniera eterogenea, segue un comune denominatore.

Dopo la monografica su Raffaello, quest’evento sottolinea la vocazione delle Scuderie del Quirinale a contribuire alle celebrazioni di rilevanti anniversari della cultura mondiale, caratterizzandolo con un ricco programma di incontri dal titolo “Infernauti”, per approfondire aspetti peculiari della mostra.

Il programma degli incontri è disponibile su: www.scuderiequirinale.it/pagine/infernauti
Per l’esposizione: www.scuderiequirinale.it

 

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