“Metro C “Monte Compatri Pantano”: recinzione dopo la nostra PEC. Ma perché nessuno è intervenuto prima, nonostante la stampa avesse già denunciato tutto?
Legati a Monte Compatri comunica di aver inviato in data sabato 10 gennaio una PEC formale alla Comandante della Polizia Locale di Monte Compatri, e per conoscenza al Responsabile Opere Pubbliche del Comune e ai Carabinieri di Colonna, per segnalare una situazione di gravissima pericolosità presso il piazzale posteriore del capolinea della Metro C “Monte Compatri Pantano”.
Come documentato nelle foto allegate, risultavano presenti:
un tombino/coperchio parzialmente sollevato e instabile;
un vano completamente aperto e profondo, con rischio concreto di caduta e conseguenze potenzialmente gravissime.
La sera stessa della PEC, qualcuno è intervenuto con una recinzione sommaria di almeno uno dei punti critici. Un atto minimo che conferma l’urgenza della segnalazione.
Ma resta un elemento istituzionalmente inaccettabile:
già giovedì 8 gennaio anche il quotidiano romano “Il Tempo” aveva segnalato pubblicamente la questione, evidenziando il rischio e i disagi causati dal “tombino trappola”. Nonostante ciò, nessuno era intervenuto.
A questo punto la domanda è inevitabile: com’è possibile che una situazione così pericolosa sia stata ignorata per giorni?
Chi doveva vigilare sul territorio dov’era?
La Metro C rappresenta una porta d’accesso fondamentale e potenzialmente una vetrina per Monte Compatri. È inaccettabile che venga trattata come area marginale dall’Amministrazione di Palazzo Borghese, lasciando i cittadini esposti a rischi evidenti.
Legati a Monte Compatri chiede interventi definitivi e immediati, non transennamenti improvvisati: messa in sicurezza seria, chiusura e ripristino dei manufatti e attivazione formale dei responsabili.
Continueremo a vigilare e, in caso di inerzia, procederemo con ulteriori segnalazioni alle Autorità competenti”. Lo rende noto Legati a Monte Compatri.

















