A Rocca di Papa le celebrazioni del patrono San Carlo Borromeo

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Pratoni del Vivaro Rocca di Papa
Pratoni del Vivaro Rocca di Papa
Pratoni del Vivaro Rocca di Papa
Pratoni del Vivaro Rocca di Papa

Dopo la rievocazione storica della vita di San Carlo Borromeo di sabato 29 giugno presso l’auditorium del Sacro Cuore dei Campi d’Annibale, ad opera della Compagnia La Fenice di Fonte Laurentina, parte il calendario dei festeggiamenti per il Patrono di Rocca di Papa, che quest’anno compie quattrocento anni.

Ricorre infatti quest’anno il quattrocentesimo anniversario della scelta, da parte della comunità dei fedeli di S. Carlo Borromeo a patrono della città di Rocca di Papa, nel lontano 1613.

La Confraternita Santissimo Sacramento, in collaborazione con il Comune di Rocca di Papa e la Pro Loco, ha organizzato una serie di appuntamenti musicali e danzanti che animeranno la città fino al culmine dei festeggiamenti, previsto per domenica 7 luglio, quando avrà luogo alle ore 9 la solenne processione del simulacro del Santo e la Santa Messa, con la partecipazione delle autorità locali, dei sindaci del territorio e della banda musicale “Corbium”.
A corredo delle iniziative anche numerosi giochi popolari e la corsa amatoriale podistica “Corsa all’americana – Trofeo di San Carlo” prevista per domenica alle ore 15.

La Parrocchia di S.Maria Assunta in Cielo e l’Amministrazione comunale hanno promosso, inoltre, una serie di ricerche finalizzate alla realizzazione, per il prossimo 4 novembre – giorno in cui si festeggia il Santo – di una piccola esposizione storico-documentaria e di un opuscolo, ripercorrenti i fatti salienti legati alla storia del Patrono di Rocca di Papa.

“Quest’anno ricorre un anniversario importante per la nostra Città – afferma il sindaco Pasquale Boccia -. La scelta del Patrono è parte fondamentale della storia di una comunità e delle sue radici. Ed è proprio in virtù di questa valenza storica che abbiamo deciso di festeggiare la ricorrenza  rievocando e divulgando i sentimenti che guidarono i roccheggiani nella scelta fatta ben 400 anni fa, affinché diano nuova linfa all’identità e alla coesione popolare”.