Europa Verde “proposte per la micro-mobilità ad Albano”

Intervista all'esponente di Europa Verde Albano Laziale Marcello Scarponi sui temi della micro-mobilità sul territorio dell'area dell'Appia

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Marcello Scarponi

Intervista all’esponente di Europa Verde Albano Laziale Marcello Scarponi sui temi della micro-mobilità

COVID-19 Fase 2 : La micro-mobilità nel comune di Albano Laziale

Europa Verde Albano: intervista a Marcello Scarponi

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Pista Ciclabile

Quali sono le preoccupazioni di Europa Verde Albano circa la mobilità in Fase 2 e in Fase 3 del COVID-19?

“Finché l’emergenza COVID-19 non sarà definitivamente alle nostre spalle, la ripresa delle attività lavorative va conciliata con la necessità di mantenere il distanziamento fisico tra le persone. Ciò sta facendo emergere un’esigenza di mobilità alternativa al trasporto pubblico, con una potenziale intensificazione del ricorso ai veicoli privati. Allo stato attuale, dovremo aspettarci un aumento della congestione del traffico, specialmente nelle aree urbane densamente popolate come Roma. Ciò esaspera i disagi urbani ed i problemi di inquinamento atmosferico connessi con l’aumento delle vetture circolanti”;

Cosa significa micro-mobilità? Perché è una soluzione al problema del traffico cittadino e al tema del distanziamento sociale anti-COVID-19?

“Per micro-mobilità si intendono tutti quegli esigui spostamenti quotidiani che  possono essere effettuati in modo rapido e pratico mediante piccoli veicoli elettrici o in bicicletta. L’uso di questi veicoli permette di utilizzare meno le macchine e di alleggerire il traffico cittadino: ciò porta notevoli vantaggi legati alla diminuzione dell’inquinamento da polveri sottili e all’accorciamento dei tempi di percorrenza (paragonati a quelli con la macchina). Occorre anche considerare che le misure anti-COVID-19 hanno ridotto la disponibilità di posti nel trasporto pubblico. Con il ricorso alla micromobilità riusciamo anche ad alleggerire la pressione sul trasporto locale che, nel comune di Albano, è fornito esclusivamente tramite autobus, attualmente a motore tradizionale. A proposito di autobus locali, il prossimo futuro della nostra città deve conoscere una transizione dal bus a gasolio al bus elettrico”;

Albano Laziale, Pavona, Cecchina, Cancelliera e Le Mole sono pronte per la micromobilità?

“In questi giorni si parla di Bonus Bici per l’acquisto di mezzi per la micromobilità, come le biciclette normali, le biciclette elettriche a pedalata assistita, monopattini elettrici e altri veicoli (cfr Decreto Rilancio). È un’ottima idea, ma l’auspicabile incremento dei veicoli sostenibili nelle nostre città non ci deve trovare impreparati. La mobilità dolce, infatti, impone uno sforzo per garantire percorsi protetti che garantiscano la sicurezza degli utilizzatori, ricorrendo alla realizzazione di piste ciclabili “Pop Up”, cioè piste ciclabili “di emergenza”, veloci da realizzare ed economiche”;

Qual è la sfida a lungo termine per la micromobilità?

“Come avvenuto per altri servizi di mobilità, quali il TPL (Trasporto Pubblico Locale), la micromobilità riesce ad avere un senso se interpretata in un ambito territoriale ampio. I comuni dei Castelli Romani sono chiamati a concordare dei percorsi ciclabili intercomunali capaci di mettere in connessione i nodi per la mobilità lunga, quali le stazioni ferroviarie e le fermate degli autobus. E ciò vale sia per la mobilità verso Roma e sia per quella lungo la Statale 216 che collega Frascati ad Albano. E’ altresì necessario prevedere aree di parcheggio protette per i mezzi utilizzati”;

Cosa c’entra la micromobilità con il turismo locale?

“Oltre l’uso quotidiano per la mobilità lavorativa, è strategico estendere i vantaggi dell’infrastruttura ciclabile ad altre categorie di utilizzatori. Infatti, un’infrastruttura ciclabile sul territorio del comune di Albano può essere connessa con la ciclovia del Grande Anello Ciclabile dei Castelli Romani, messo in esercizio dal Parco Regionale dei Castelli Romani per facilitare lo sviluppo turistico del territorio, ampliando così l’offerta di percorsi urbani e campestri. Insomma, una volta di più è chiaro che ci sono due modi molto diversi per uscire da questo periodo così difficile e complesso: uno è quello di ripetere daccapo tutti gli errori che ci hanno portato alla situazione attuale, ricominciando ad inquinare e a fare violenza al territorio. L’altro, invece, è quello di cogliere questa occasione per ripensare davvero il modo con cui ci rapportiamo all’ambiente che ci circonda, l’uso che ne facciamo ed anche il modo in cui lo attraversiamo”. 

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