La società non può accettare una scuola senza speranza

Luigi Dell'Orso parafrasa una dichiarazione del Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi per parlare della necessità di "liberare la scuola"

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Luigi Dell’Orso parafrasa una dichiarazione del Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi per parlare della necessità di “liberare la scuola”

La società nel suo complesso non può accettare un mondo senza speranza… Ora è il momento della saggezza nella scelta del futuro che vogliamo costruire’. Così il Presidente incaricato Mario Draghi, diceva al Meeting di Rimini di Luglio 2020.

Questi dati, raccolti da UNESCO, dimostrano che siamo tra i primi in una classifica di cui non possiamo andare fieri: la chiusura delle scuole, in particolare quelle dei più grandi rappresenta una classifica deprimente. Primi per chiusure vuol dire ultimi in apprendimento. Ai ragazzi per affrontare un futuro non semplice serve la scuola vera ovvero quella in presenza.

Si apre ora una fase nuova per la scuola italiana, un progetto di investimenti vero fondato sul rilancio dell’istituzione scolastica. Gli investimenti dovranno impattare direttamente sia sulla crescita economica che quella sociale, tale per cui il rendimento sociale dell’istruzione porterebbe ad una risoluzione di esternalità negative, a un aumento del livello di benessere anche in una logica macroeconomica.

L’aumento di crescita nel settore scolastico porterebbe benefici maggiori dei costi, perché gli stessi costi nascondono opportunità che non vediamo subito. L’aumento salariale per i dipendenti della scuola e l’affermazione del primato della scuola nei settori fondamentali della crescita, porterebbero in un futuro anche prossimo, ad un’esposizione minore del rischio di disoccupazione dei nostri giovani con una maggiore opportunità di ingresso nel mondo del lavoro aumentando il benessere del Paese e dei propri cittadini.

Liberare la scuola, che significa soprattutto liberare risorse intellettuali nella scuola, valorizzare la capacità di produrre eccellenza, sperimentare nuove metodologie e fare della partecipazione attiva e presente non solo come funzione democratica ma soprttutto come coinvolgimento di tutti gli attori per realizzare questo sogno.

Di Luigi Dell’Orso

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