Programma ufficiale 247° Tradizionale Infiorata di Genzano di Roma “Coltivare speranza”

La 247ª edizione della Tradizionale Infiorata coincide con il Giubileo della Chiesa Cattolica “Pellegrini di speranza” indetto da Papa Francesco.

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La 247ª edizione della Tradizionale Infiorata coincide con il Giubileo della Chiesa Cattolica “Pellegrini di speranza” indetto da Papa Francesco. Per tale ragione anche per l’Infiorata nata per onorare la festività del Corpus Domini, quest’anno abbiamo proposto il tema della speranza, trasmettendo un messaggio che avesse una connotazione collettiva e partecipativa: “Coltiviamo Speranza”.

Un monito che sia rivolto a tutti, un invito, un’esortazione alla collaborazione.

“Coltivare speranza” significa investire consapevolmente nel futuro, promuovendo valori fondamentali come la pace, la solidarietà, la giustizia e il rispetto reciproco. In un’epoca segnata da conflitti, crisi ambientali e disuguaglianze sociali, la speranza rappresenta una risorsa essenziale, un sentimento vivo e attivo, per costruire un domani più equo e sostenibile.

“Come Amministrazione crediamo fortemente che la scuola pubblica abbia un ruolo centrale in questo percorso. È il luogo in cui le nuove generazioni imparano a conoscere il mondo, a interpretarlo criticamente e ad agire per migliorarlo. Attraverso l’istruzione, la cultura e il confronto, la scuola forma cittadini consapevoli, capaci di affrontare le sfide della realtà con responsabilità e spirito costruttivo. Coltivare speranza, in questo senso, significa anche credere nella funzione educativa della scuola pubblica come motore di cambiamento sociale. E nella scuola continuiamo a promuovere anche percorsi dedicati alla conservazione della tradizione dell’Infiorata come mezzo di costruzione di una comunità unita e virtuosa.

Le nuove generazioni sono chiamate ad essere protagoniste attive di questo processo. I giovani, con le loro idee, il loro entusiasmo e il loro senso di giustizia, possono diventare promotori di pace e innovazione. E nell’ottica di una costante innovazione della tradizione, quest’anno lo street artist Lucamaleonte è stato invitato quale artista ospite della Tradizionale Infiorata. Insieme a lui abbiamo scelto di abbellire una parete di una delle scuole di Genzano e portare l’Infiorata anche in una zona lontana dal centro, facendogli realizzare il murales del suo bozzetto che resterà come opera negli anni a venire.

Promuovere la speranza significa, infine, lavorare per una società in cui la dignità umana sia tutelata, in cui la pace non sia solo assenza di guerra ma presenza di dialogo, inclusione e partecipazione. È un impegno che riguarda tutti: istituzioni, associazioni, famiglie, educatori e cittadini. Solo attraverso un’azione collettiva e continua possiamo garantire alle future generazioni un mondo migliore, più giusto e più pacifico.

Voglio ringraziare tutte le Maestre Infioratrici e i Maestri Infioratori, che insieme alle loro squadre ogni anno ci regalano emozioni uniche grazie alla realizzazione dei quadri infiorati e che con dedizione e spirito di sacrificio portano avanti una tradizione cara a noi tutti e che rappresenta un dono di arte e bellezza per tutti coloro che hanno la fortuna di ammirarla.

Un ringraziamento speciale va ai responsabili e agli operatori del cantiere, agli uffici comunali, alla Pro Loco di Genzano di Roma, alla Polizia Locale, alle forze dell’ordine, alla Protezione Civile, alla Volsca e Servizi Spa, le associazioni del territorio e del Consiglio Cittadino del Terzo Settore, alle aziende che hanno sponsorizzato l’evento e a tutti coloro che collaborano alla realizzazione della manifestazione e degli eventi correlati.

Grazie a tutti coloro che nei giorni della manifestazione rendono viva la festa, a tutti i  visitatori che accorrono per vedere realizzarsi quella magia che si ripete ormai da ben oltre due secoli.

Grazie a tutte le genzanesi e i genzanesi che custodiscono e tutelano questa antica tradizione e ne mostrano le meraviglie al mondo aprendo le porte di questa nostra cittadina.

Coltiviamo bellezza, coltiviamo pace, COLTIVIAMO SPERANZA”.

Lo dichiara il Sindaco Carlo Zoccolotti

Coltiviamo speranza

“Anche quest’anno, la nostra comunità ha messo a disposizione la propria maestria, la propria dedizione e la tèchne, acquisita nei decenni.

Il tema di quest’anno è “Coltiviamo Speranza”; abbiamo scelto di coniugare il verbo alla prima persona plurale perché siamo certi che la speranza sia un esercizio costante e collettivo, che deve coinvolgere ognuno di noi, volto ad analizzare e comprendere il presente per progettare insieme il futuro. La speranza, soprattutto se collettiva, si rivela, proprio come sostenne E. Bloch, la “capacità anticipante dell’uomo”, cioè quel principio che ci incarica di ponderare tutte le possibilità, sapendo intravedere anche quelle che sembrerebbero utopiche, irrealizzabili, ma che diventano attuabili proprio grazie all’impegno collettivo di guardare nella stessa direzione e di liberare le migliori energie. La speranza, così concepita, è l’antidoto al nichilismo, l’ospite inquietante del nostro tempo, ma anche la risposta costruttiva a quella declinazione della nostalgia che ci fa sopravvalutare un passato ideale e ci paralizza nelle scelte e nella progettazione della nostra vita singolare e comunitaria.

La nostra Infiorata ha questa capacità di anticipare e coinvolgere, proprio perché è una tradizione che si è mantenuta viva accettando e accogliendo alcuni cambiamenti che hanno investito la nostra società, ma conservando ben salde le radici. È un’arte che è contemporaneamente effimera ma secolare, proprio perché ha in sé l’attitudine di mettere a sistema le migliori energie della nostra comunità, della nostra città, una tèchne, cioè un’arte e una tecnica, acquisita nei decenni che, come tutte le tèchnai è insieme stabilizzazione delle competenze, ma anche capacità di declinarle producendo, volta per volta, opere originali che acquisiscono un senso dalla contemporaneità ma le attribuiscono anche un senso.

Anche quest’anno l’Infiorata, grazie alle Maestre e ai Maestri infioratori, ai capipezzo, ai realizzatori, al cantiere, agli uffici e alla cittadinanza tutta, dà corpo e voce a un’arte che, operando nella e con la speranza, è anche un’elaborazione del nostro tempo singolare e collettivo. La coralità dell’Infiorata, la dedizione di ciascuno dei soggetti che contribuiscono al nostro meraviglioso tappeto infiorato, rappresenta l’apporto che la nostra città, Genzano, dà per trascendere l’egoismo e l’individualismo del nostro tempo”.

Lo dichiara Marta Elisa Bevilacqua, Consigliera delegata all’Infiorata

Lucamaleonte, nome d’arte di Luca Vollono, artista romano, uno dei protagonisti più significativi della scena street art italiana contemporanea.

Nel 2001 realizza i suoi primi stencil, tecnica che diventerà per lungo tempo la cifra distintiva del suo lavoro. Attraverso la sovrapposizione di livelli, riesce a ottenere risultati di notevole virtuosismo: dettagli minuziosi, passaggi tonali raffinati e un realismo che in alcuni casi rasenta quello fotografico. Questo linguaggio visivo lo conduce rapidamente al successo, tanto da essere selezionato — unico italiano insieme a Sten&Lex e Orticanoodles — per partecipare al prestigioso Cans Festival organizzato da Banksy nel tunnel di Leake Street a Londra nel 2008.

Negli anni più recenti, Lucamaleonte ha iniziato a esplorare nuove strade espressive, come la pittura a mano libera. Questo cambiamento gli ha permesso di ampliare la scala delle sue opere, realizzando murales di grandi dimensioni.

Un elemento ricorrente nel suo immaginario è l’icosaedro, solido geometrico dall’origine classica che evoca perfezione e molteplicità. Spesso presente nei suoi lavori come una sorta di firma simbolica, l’icosaedro riflette anche il suo approccio ai luoghi: profondo rispetto per la storia, la cultura e la comunità che li abitano. Tale sensibilità lo porta a realizzare interventi site-specific armoniosi e coerenti con il contesto.

Sono molte le sue opere a tema sociale, come il murale realizzato a Colleferro in memoria di Willy Monteiro Duarte, il murales in Sicilia in cui racconta lo sbarco dei migranti sulle coste, i tre murales dedicati alle favole di Esopo nel quartiere Vigne Nuove di Roma in prossimità del TSMREE che accoglie minori con difficoltà e disturbi di carattere neurologico e psichiatrico.

Lucamaleonte trae ispirazione dalla storia dell’arte e in particolare dalla classicità, ma il suo linguaggio visivo si lega soprattutto alla rappresentazione di animali e piante. Coltiva da anni la passione per la copia di tavole iconografiche tratte da libri di zoologia e botanica, così come per i bestiari medievali.

La sua cifra stilistica è mutata nel tempo: dalle suggestioni fotografiche degli stencil iniziali è passato a un segno più grafico, quasi incisorio, caratterizzato da forti linee nere che ricordano la xilografia rinascimentale.

Nel corso della sua carriera ha preso parte a più di cinquanta mostre personali e collettive. Tra le esposizioni più rilevanti si segnalano la collettiva Scala Mercalli all’Auditorium Parco della Musica di Roma (2008), Urban Legends al MACRO Testaccio (2014) e numerose mostre internazionali con il collettivo francese Stencil History X. Ha inoltre tenuto workshop presso il MART di Trento e Rovereto (2010-2011) e curato, insieme a Sten&Lex, tre edizioni del festival International Poster Art (2006-2008).

“Parto dal presupposto che per strada sei obbligato a vederlo il mio lavoro, quindi, di per sé è un atto di violenza che si fa verso il pubblico. Tutti dicono “Ah che bello la Street-art è per tutti, migliora la città”, migliora la città se la visione dell’artista è una visione che migliora la città, ma non è detto. Tu comunque stai imponendo una tua immagine, stai imponendo un tuo immaginario. Io cerco di entrare nelle realtà su cui opero in maniera più delicata possibile, senza scioccare, senza creare grandi contrasti. Mi piace parlare il linguaggio che si parla nei posti dove dipingo”. Lo dichiara Lucamaleonte.