Via alla fase 1bis, una falsa partenza per pochi

Il Prof. Luca Andreassi in zona mista ci spiega come la ripartenza del Presidente Conte riguardi solo le fasce di popolazione più fragili al contagio del Covid

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Giuseppe Conte

Domani (lunedì 4 maggio ndr) prende avvio la fase 1bis. Una (falsa) partenza per pochi. Prevalentemente maschi. Prevalentemente con un’età superiore a 50 anni. Prevalentemente nel Nord. Insomma. Una ripartenza per pochi. E quei pochi prevalentemente appartenenti alle categorie più fragili e vulnerabili al COVID19.

I giovani a casa. A smanettare su Zoom o su qualche altra piattaforma di lavoro agile. Le donne a casa. Ad occuparsi dei figli, considerando che le scuole sono chiuse e chissà quando riapriranno.

Al fronte solo i veterani. La ciliegina sulla torta della geniale strategia del Premier Conte.

Non avendo sviluppato un’adeguata capacità di test e di tamponi, non avendo sviluppato alcuna capacità di tracciamento delle linee di contagio, non avendo, cioè, sviluppato alcun sistema che consenta di convivere in sicurezza con il virus, Conte non se l’è sentita di avviare la fase 2. Ed ha pensato, al contrario, di avviare una microripartenza con l’idea di osservare quanto accadrà.

Se nei prossimi 15 giorni ci dirà “culo”, credo che il termine fortuna non renda adeguatamente, e non succederà nulla in termini di contagio, bene. Ed il 18 maggio si avvierà la fase 2. Altrimenti, se la curva epidemiologica riprenderà a salire, tutti di nuovo dentro casa. E, ovviamente, in quel caso sarà colpa dei cittadini italiani che non hanno rispettato le regole.

Peraltro, per non far dispetto alla Lombardia, senza neanche differenziare per Regioni. Che significa che da lunedì le metro di Milano saranno di nuovo piene. Con un livello di contagio tutt’altro che sotto controllo. Mentre chi ha un baretto a Pizzo Calabro, con un virus praticamente scomparso, è costretto a rimanere chiuso.

Insomma, decidere di non decidere. Ma riuscire a far tornare al lavoro prevalentemente coloro che sono i più vulnerabili al COVID è di un diabolico autolesionismo.

Conte con le sue scelte contraddice i principi stessi dell’evoluzione darwiniana.

Presidente Conte, io non so chi la consiglia. Ma certamente costui è un genio del male. E non le vuole bene. E non ne vuole neanche a noi.

E non ci indurre in tentazione ma liberaci da Casalino, speranza, Ricciardi e da e 450 gli esperti. Amen